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Villa Arconati

2 febbraio 2015 •

La statua di Pompeo Magno a Villa Arconati.

Una leggenda durata due secoli

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La statua fu scoperta a Roma nel 1618, e il cardinale Scipione Borghese la fece esaminare da Pietro Bernini. Il grande maestro stabilì che si trattasse di un Pompeo, e la sua perizia autografa è ancora esistente. Qualche anno dopo venne acquistata personalmente da Galeazzo Arconati e fatta trasportare da Roma a Bollate. Per almeno due secoli quella scultura imponente fu famosissima, in quanto era ritenuta la statua di Pompeo ai piedi della quale era morto Cesare, pugnalato dai propri nemici. Il Pompeo di Villa Arconati è citato in molte opere letterarie o saggi, da autori quali Goldoni (che fu ospite della villa e citò il Pompeo ne La putta onorata) o dal grande archeologo Winckelmann. Da quel momento in poi, per tutti, quello fu Pompeo, e pare che lo stesso Canova, frequentatore della villa, abbia avvalorato questa ipotesi. La statua era una delle attrazioni principali degli ospiti degli Arconati.Uno studio condotto nel 1810 dal pittore Giuseppe Bossi dimostrò invece che non si trattava di Pompeo, ma di Tiberio, e che la statua era stata commissionata probabilmente da Caligola.Da quel momento in poi il grande “Pompeo” venne quasi dimenticato, dato che la leggenda della morte di Cesare ai suoi piedi era stata sfatata. Oggi però Pompeo-Tiberio è ancora lì al suo posto, in ottimo stato di conservazione, e probabilmente è stata la sua stazza a salvarlo dalle spoliazioni che hanno colpito quasi tutte le opere del Castellazzo.Una curiosità: all’altezza del pube c’è un piccolo foro nel marmo: nel Seicento, epoca di censure e “braghettoni”, venne aggiunta una foglia, a copertura delle parti intime.

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VILLA ARCONATI A CASTELLAZZO DI BOLLATE

 

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