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Vespa: “La macchina più semplice possibile”

6 aprile 2017 •

Un manifesto racconta la gli usi della Vespa, adatta al lavoro, come allo svago

Un manifesto racconta la gli usi della Vespa, adatta al lavoro, come allo svago

L’idea venne a Enrico Piaggio, guardando i mezzi pieghevoli paracadutati dagli Americani per spostarsi velocemente in territorio nemico. Il progetto fu realizzato dall’ingegnere aeronautico Corradino D’Ascanio (padre del 1° veicolo a decollo verticale), ispirandosi a modelli aeronautici. Secondo la tradizione, il nome Vespa fu dato dallo stesso Piaggio. Vedendo il prototipo, pare abbia esclamato entusiasta: “Sembra una vespa!”, alludendo sia al suono emesso dal motore, sia alla forma del veicolo, con la parte posteriore più pronunciata di quella anteriore e il corpo centrale assottigliato.

Nel 1947 per comprare una Vespa occorrevano due stipendi da operaio (circa 80.000£), ma era pur sempre meno del costo di un’automobile! A decretare il successo del nuovo scooter e a farne l’emblema della libertà di muoversi sono l’agilità e la versatilità che traducono l’ottimismo e la spensieratezza dopo gli anni bui del conflitto. Dalla Vespa “figlieranno” una serie di mezzi a due e tre ruote (tra cui l’Apecar) per declinarne l’uso al lavoro, alla famiglia e allo svago.

 

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