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UNA GIORNATA TRA I PRATI MILANESI

29 aprile 2016 •

01 ReteBioAbbiat

L’Abbiatense e le sue cascine: la Rete Biologica

Descrizione itinerario   

rete-biologica-mappaQuello che vi proponiamo in questo nuovo itinerario dedicato alle cascine lombarde è centrato su una zona, l’Abbiatense, con una vocazione agricola storica, e su un tipo di produzione, il biologico, che oggi costituisce un ambito sempre più importante e apprezzato del mercato.
A tutela di quei soggetti che ne hanno fatto la propria bandiera ben prima che la moda ne propagandasse l’impiego, nel giugno 2014 si è costituita la Rete Biologica di Abbiategrasso, prima rete di imprese agricole a produzione Bio della zona. Le aziende che ne fanno parte non solo collaborano tra loro scambiandosi prodotti, manodopera ed esperienze, ma mirano anche a presentarsi sul mercato come un soggetto unico e più forte del singolo, in grado quindi di rivolgersi a un più ampio mercato. E’ lì che vi portiamo, in un tour a breve distanza da Milano, alla ri-scoperta di sapori genuini e del valore della terra come risorsa da tutelare, vagando fra tradizione agricola e moderne esigenze di mercato. Con un pizzico di storia, sul paesaggio e sull’opera dell’uomo, che vi farà venir voglia di fermarvi anche dopo mangiato.

Prima tappa: Cascina Poscallone, gioiello del XV secolo

Il punto di partenza dell’itinerario è la Cascina Poscallone, a 4km dal centro di Abbiategrasso, lungo quel Naviglio Grande che dal XII secolo innerva e contribuisce a rendere fertile la pianura lombarda. La costruzione della cascina risale al XV secolo, con il primo semplice edificio in mattoni caratterizzato dal profilo esterno del camino (sul lato verso il canale) e da aperture di diversa forma e tipologia. A questa data risalgono anche due affreschi che si conservano al primo piano (una Madonna con il Bambino tra Santa Chiara e San Francesco) e sotto il portico dell’edificio principale, con una Crocifissione affiancata da San Bernardino e da un altro martire. Il nome Poscallone deriva probabilmente dal latino medievale piscalis, termine che rimanda alla pescosità del Naviglio che lambisce tuttora la cascina. Questo tratto del canale, noto come Ticinello, fu il germe del futuro Naviglio Grande. Fu infatti scavato intorno al 1152, ovvero circa vent’anni prima dell’inizio dei lavori per il Naviglio, con lo scopo di difendere Milano dagli attacchi dei Pavesi, a quel tempo alleati con il Barbarossa. Dal 2012 la Cascina è gestita da Società Agricola Madreterra, fondata da un musicista e compositore e da un’insegnante di lettere e latino (ma entrambi con una tradizione agricola alle spalle) e rientra oggi nella Rete BioLogica di Abbiategrasso. La sua produzione si concentra su ortaggi, cereali e leguminose coltivati secondo criteri biologici e acquistabili sul posto. Nel 2014 è stato inoltre avviato un frutteto biologico in permacultura 100km_PEDIA. L’Azienda gestisce anche il Bosco di Artemide a Basiglio, arboreto piantato nel 2003, dove è stato ricavato un piccolo campo di allenamento per il tiro con l’Arco FIARC.

Seconda Tappa: Abbiategrasso tra Castello e Cascine

Un percorso nell’Abbiatense non può prescindere da una tappa, anche solo di passaggio, ad Abbiategrasso, presidio importante del Ducato dei Visconti e degli Sforza che la scelsero come dimora estiva. Ne è una importante testimonianza il Castello Visconteo 100km_PEDIA che domina l’abitato a breve distanza dalla Stazione ferroviaria ed è oggi sede della Biblioteca Civica.
Non lontano dal Castello, a circa un chilometro e mezzo, quando l’abitato comincia a diradarsi per far posto ai campi agricoli, si trova un’altra azienda che fa parte della Rete Biologica di Abbiategrasso. È l’Azienda Agricola Marco Cuneo che si raggiunge piegando dalla piazza verso ovest e imboccando via Cassolnovo: l’azienda è a conduzione familiare, con una produzione orticola biologica certificata e vendita diretta di ortaggi freschi.

Terza Tappa: Cascina Fraschina, tra storia e modernità

Un’ultima tappa ci porta in direzione del fiume Ticino, nel cuore del parco 100km_PEDIA che si stende lungo la sponda lombarda. Qui il paesaggio agricolo prende il sopravvento rispetto ai nuclei abitati che divengono sempre più radi. Davanti, il folto verde degli alberi che, fiancheggiando l’alveo del “fiume azzurro”, interrompono improvvisamente la quieta distesa di campi coltivati, su cui non è infrequente osservare aironi e altri uccelli di pianura. Ormai a ridosso del canale che congiunge il Ticino con Abbiategrasso, in una traversa tra i campi, si trova la Cascina Fraschina: immersa nel verde. Il paese, con la sua vitalità, sembra lontanissimo eppure è a soli 5km. Anche questa cascina è storica, poiché il suo nucleo originario risale alla metà del XVI secolo. La conformazione originaria, caratterizzata da un unico edificio che comprendeva rustici, portici e abitazione dei contadini, si è evoluta nel tempo per adeguarsi ai più moderni metodi di coltivazione e allevamento. Nel 2011 l’attuale proprietario ha operato un recupero conservativo e la riqualificazione della Cascina, che l’ha resa completamente autosufficiente dal punto energetico

Itinerario realizzato con la collaborazione di Confederazione Italiana Agricoltori Lombardia e di Turismo Verde Lombardia, nell’ambito dell’iniziativa “Per Corti e Cascine”, che si terrà il 15 maggio 2016.

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