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AL CONFINE TRA LA CITTÀ E LA CAMPAGNA

3 maggio 2016 •

Boschi e campi alla Cascina Caremma

Sapori genuini a un passo da Milano

Descrizione itinerario   

citta-campagna_mappaBasta spostarsi di pochi chilometri da Milano e la campagna sbuca qua e là, tenace presenza che ha saputo sfidare i capannoni, le villette a schiera e il traffico rumoroso delle grandi strade che innervano la pianura. Un patchwork di verdi campi che d’estate si tingono dell’oro delle spighe, punteggiato dalle balle di fieno. Vagare in questo spazio, al confine tra città e campagna, è un viaggio di esplorazione che restituisce il contatto con la terra e con i suoi frutti. Un viaggio fatto anche del profumo dell’erba tagliata di fresco, del sole caldo lungo i sentieri, dell’odore acre e intenso delle stalle o del canto dei grilli e delle cicale. Ma è anche qualcos’altro: è abbandonare il ritmo frenetico della città per ritrovare la lentezza dei gesti, quella del lavoro dei contadini che segue il ritmo delle stagioni, fatto di intenso trafficare ma anche di pazienti e fruttuose attese. Scoprendo magari che, accodati dietro un lento trattore, c’è in realtà tutto il tempo per guardarsi intorno. Partiamo allora alla scoperta di un tratto di campagna a ovest di Milano, per assaporare, tra case e campi, il punto in cui la città si perde.

Prima tappa : i formaggi del Parco Agricolo Sud Milano

Il percorso inizia da Settimo Milanese, piccolo borgo situato lungo la settima pietra miliare della strada che collegava Milano a Novara. Che si è già nel Parco Agricolo Sud Milano 100km_PEDIA, si percepisce dalle case più basse, dal verde via via più presente e anche da qualche bicicletta in più, che pigramente circola per le strade. Poco nota ai più, Settimo custodisce nella frazione Cascine Olona un piccolo gioiello d’arte: è l’Oratorio di San Giovanni Battista fatto costruire da Paolo Mantegazza nel 1468 e ornato all’interno da un prezioso ciclo di affreschi riconducibili alla figura di Vincenzo Foppa. Con notevole freschezza e verve narrativa, l’ignoto autore vi narra le storie di San Giovanni Battista. Data la sua posizione, l’Oratorio rischiò di essere sacrificato per la realizzazione dei binari del Gamba de Legn 100km_PEDIA, il tram a vapore che dal 1878 collegò Milano a Magenta, passando appunto per Settimo e trasportando i primi pendolari della storia milanese. Una vettura di questo veicolo storico è stata di recente restituita alla cittadina di Settimo ed è visibile presso l’apposita struttura in via Panzeri.

Per una tappa di gusto, si può raggiungere, al margine dell’abitato, la Fattoria Maccazzola, produttrice di uova, riso, ma soprattutto di numerosi prodotti caseari come gorgonzola DOP, taleggio DOP, formaggi freschi, yogurt e budini. Tutto viene prodotto nel caseificio della Fattoria, che dispone anche di una Casa del Latte, per il rifornimento self service del latte delle sue mucche: insospettabili presenze di questo quartiere tra le case. Tutte le domeniche vi si organizzano inoltre attività di animazione per bambini, con inclusa la visita all’allevamento.

Seconda Tappa: Il Parco Agricolo del Gelso

La ricca rete di arterie che percorre questo territorio, che certamente vìola il paesaggio, permette tuttavia di raggiungere in breve un altro frammento di campagna un po’ più a ovest, in direzione del Ticino. All’autostrada preferiamo la SS 11, che poco oltre Sedriano devia a nord verso Santo Stefano Ticino. Alle porte del paese, si trova un’altra struttura che, partendo dalla vecchia stalla del nonno, ha ricavato un agriturismo e una piccola azienda cerealicola e zootecnica biologica. È l’Agriturismo Il Gelso, dove è possibile acquistare latte e carne bovina, formaggi, yogurt e salumi.
Nel Comune di Santo Stefano Ticino rientra il Parco del Gelso, che con i suoi quasi mille ettari si stende anche nei limitrofi comuni di Marcallo con Casone e Mesero e fa parte di quei parchi della Città Metropolitana, denominati PLIS 100km_PEDIA, che tutelano il paesaggio intorno a Milano.

Il Parco del Gelso
A breve distanza dal Parco del Roccolo, anch’esso PLIS nei vicini comuni di Sedriano e Nerviano, il Parco del Gelso è caratterizzato da un paesaggio agrario che si stende in una zona pianeggiante, percorso da rogge che traggono acqua dal Canale Villoresi e dai fontanili della zona. Le coltivazioni più diffuse sono quelle di cereali, in particolare di mais, mentre l’allevamento è prevalentemente bovino. Le tante cascine, molte delle quali con interesse storico in una zona che ha sempre avuto una vocazione agricola, sono collegate da un reticolo di strade alberate, dove è ancora rintracciabile la presenza del Gelso che da il nome al parco. Una coltivazione storica, introdotta da Ludovico il Moro nel XV secolo per alimentare i bachi da seta e così incentivare la produzione di sete pregiate tessute a Milano. Da qui si dice che possa derivare l’appellativo di “Moro” dato al Duca, dal nome dialettale della pianta, detta appunto murun.

Terza Tappa: Il Parco Ticino e le sue Cascine

Proseguendo in direzione sud si imbocca prima la SS 11che supera l’abitato di Magenta sfiorando la bella Corbetta e si prosegue lungo la SP 526. Alternando capannoni, centri commerciali e piena campagna si può fare un salto indietro nel tempo superando il Ponte sul Naviglio a Robecco sul Naviglio. È questo il volto che la campagna milanese doveva avere fino a qualche decennio fa, quando oltre ai piccoli borghi, vi sorgevano quasi soltanto cascine e ville nobiliari, richiamate dalla bellezza e dalla quiete di questa campagna.
La zona, ormai a ridosso del Ticino, fa parte del parco lombardo del fiume, che corre poco più a ovest.
Poco oltre Abbiategrasso un’altra cascina vanta una produzione di bovini che permette acquisti genuini di formaggi freschi e stagionati: è la Cascina Selva di Ozzero, dotata di un proprio caseificio e di un punto ristoro, ma attrezzata anche come Fattoria didattica accreditata dalla Regione Lombardia.
A Besate invece si trova la Cascina Caremma, in una tipica cascina lombarda. Nei campi intorno si coltivano riso e cereali e vi si allevano bovini, suini, cinghiali, pollame, anatre, oche e faraone. Data la varietà della sua produzione, è possibile acquistarvi molteplici prodotti come riso, farina, salumi, pane, vino e birra biologici. La Cascina, che ha anche un ristorante e un centro benessere a servizio di chi vi pernotta, è inoltre nota per la ricche attività didattiche per bambini che qui possono imparare a fare il pane, il formaggio o a conoscere le piante o i ritmi dell’agricoltura.

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