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Ticino, l’oro del Ticino

26 aprile 2014 •

Ticino… d’oro!

100Km_Focuson Tra le tante e varie attività produttive legate al fiume azzurro, oltre al suo sfruttamento per la pesca e per la produzione di energia elettrica, vanno citate due attività più… inaspettate: la raccolta dei Sassi Bianchi che servivano alle Vetrerie di Murano per la lavorazione del vetro e la ricerca dell’oro, tanto nota che nel 1997 si tenne sul Ticino un Campionato Mondiale per cercatori d’oro. Una lunga tradizione questa, già documentata da Plinio il Vecchio nella sua Historia Naturalis (I sec. d.C.). I Romani avevano infatti destinato un grande numero di schiavi a questa attività, sfruttando i depositi morenici che il fiume lasciava affiorare. In alcune profonde anse del fiume sono ancora visibili quegli accumuli di ciottoli che costituivano delle vere e proprie miniere all’aperto. Risale al 1184 un editto del Barbarossa per la concessione dello sfruttamento aurifero del Ticino nella zona di Abbiategrasso. E ancora a fine Ottocento, una società francese tentò invano l’impresa di cavare oro dal Ticino usando draghe a vapore. Oggi quest’attività coinvolge oltre che le scolaresche, solo gli aspiranti cercatori amatoriali, forse attratti da una leggenda secondo cui l’oro del Ticino è del migliore: puro a 24 carati!
100Km_Arrow_Back GENEROSO TICINO: DIGHE, CENTRALI E CANALI DA SOMMA LOMBARDO A TORNAVENTO

 

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