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Un pizzico di Francia a Milano

13 febbraio 2015 •

La “gare centrale”

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La vecchia Stazione Centrale, A. Morbelli, 1889

In mancanza di una tradizione costruttiva specifica, il progetto per la Stazione Centrale di piazza della Repubblica (una delle prime in Italia) fu affidato a Jules Bouchot che, fedele alle sue origini, conferì alla stazione un’impronta molto francese ma poco nostrana, per via di quei tetti a padiglione curvo e in ardesia scura. Servita da sale d’attesa, salone ristoro, sale reali, la stazione del Bouchot era moderna e all’avanguardia: 62 fiamme a gas illuminavano gli interni e una grande tettoia metallica lunga oltre 200 metri copriva i sei binari che correvano lungo l’attuale via Tunisia, cingendo la città e servendo così anche le altre stazioni Per non compromettere la statica delle vecchie mura con il varco di uscita dei binari, ma anche per evitare il dazio dovuto a tutte le merci in entrata in città, la Stazione era sorta subito fuori dai Bastioni Spagnoli, collegata al centro da un servizio di omnibus a cavalli. Demolita nel 1931, ne sopravvive la tettoia in ghisa presso la Villa  Caproni di Vizzola Ticino. Sbuffante e piena di vita, divenne soggetto di molti dipinti, come quello di Angelo Morbelli del 1889 che ritrae l’arrivo di un treno sotto la sua grande tettoia e che è esposto alla GAM di Villa Reale a Milano.

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Sotto il segno di Mercurio: la Stazione Centrale di Milano

 

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