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Stanno tornando le castagne!!!!

29 ottobre 2015 •

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La castagnata di ottobre nei boschi lombardi è una tradizione. Famiglie e pullman degli oratori o dei boys scout, però, da qualche anno hanno visto ridursi sempre di più il numero delle castagne, a causa delle presenza di un insetto, comunemente chiamato la “Vespa del Castagno”, che faceva ammalare le piante, con conseguente riduzione sempre più importante e preoccupante del numero delle castagne. Ne hanno parlato tanto giornali e televisioni. Da un paio di anni, però, le castagne stanno tornando, sempre più numerose. Un programma di lotta biologica sta dando infatti ottimi risultati. Abbiamo contattato l’ERSAF, l’Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste della Lombardia e la Dott.ssa Marilisa Molinari, responsabile del servizio, ci ha spiegato quanto segue:

“Il cinipide del castagno (Dryocosmus kuriphilus) è stato segnalato per la prima volta in Piemonte nel 2002 proveniente probabilmente da marze di ibridi eurogiapponesi importate, in pochi anni si è diffuso in tutte le aree castanicole italiane provocando seri danni alla castanicoltura professionale e a quella degli appassionati raccoglitori della domenica. Le galle prodotte da questo insetto hanno gravemente deturpato la bellezza del castagno e dei boschi che lo ospitano.

Il programma di lotta biologica a questo dannoso parassita è stata effettuata con il Torymus sinensis, un insetto che si nutre delle larve di cinipide secondo il principio di ristabilire un equilibrio naturale tra insetto e suo pedatore. Il primo rilascio di Torymus sinensis in Lombardia è avvenuto nel maggio 2008 ad Albino (BG). Ne sono seguiti altri, 204 sino al maggio 2014. Il progetto finanziato da Regione Lombardia e dal Mipaaf è stato attuato dal Servizio fitosanitario regionale. I risultati di tale impegno sono oggi visibili nei numerosi ricci che sono tornati sui castagni e le osservazioni  dell’entomologo dott. Marco Boriani di Regione lombardia hanno rilevato la presenza del torimide in ogni zona castanicola, questo ci garantisce del mantenimento dell’equilbrio tra insetto e suo predatore

I gravi attacchi del cinipide hanno da subito sortito un effetto di grande attenzione di pubblico perchè il castagno è pianta paesaggistica per eccellenza, è legata ad un ‘immagine di pianta generosa che ha fornito cibo alle popolazioni di montagna ed è un appuntamento imperdibile delle scampagnate e delle sagre autunnali.

Interessante notare come in questi anni di crollo della produzione di castagne siano nati o si siano rafforzate le associazioni di castanicoltori che operano in Regione Lombardia e che hanno nei loro progetti il rilancio di una coltura che ha rappresentato sino agli anni Cinquanta una parte importante della produzione agricola montana.”

Ringraziamo la dott.ssa Molinari per la spiegazione e… le buone notizie!

 

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