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Spazio MIL e Archivio Giovanni Sacchi

1 febbraio 2016 •

Perché ci piace

Perché è un luogo sorprendente, che parla della storia di pochi anni fa, anche se oggi sembra così lontana. Perché è un luogo di ingegno, passione, creatività, imperdibile per gli appassionati di storia dell’industria. Per raccontare ai bambini che dietro ogni cosa ci sono i pensieri, i progetti e il lavoro di tante persone.

Come arrivarci

MM5 fermata Bignami o tram 31 fermata Parco Nord/viale Fulvio Testi. Da lì sono pochi metri, è dietro il Carroponte. O in bici: lo Spazio MIL è collegato al Parco Nord dalla pista ciclabile dedicata a Luigi Malabrocca (gli appassionati di ciclismo sanno chi era…). La soluzione più veloce è portare la bici sulla metro, scendere a Bignami, vedere il MIL e poi fare un giro al parco.

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L’area che in passato apparteneva alla Breda, una delle fabbriche più importanti del territorio sestese, si è trasformata: delle macchine in uso un tempo è rimasto ben poco, ma gli spazi continuano a vivere. Un ex deposito ristrutturato, con la sua mole imponente, oggi è Spazio MIL Museo dell’Industria e del Lavoro: un monumento parlante della storia industriale del territorio, con reperti affascinanti come la locomotiva, la lingottiera e il maglio, che guidano verso un viaggio immaginario in una realtà ormai troppo distante dall’orizzonte dei più giovani.

La zona centrale è occupata dall’Archivio Giovanni Sacchi, un luogo dedicato alla conservazione della memoria, quella di un sapere e di una figura professionale andata quasi persa col passare degli anni: il modellista. Qui ci sono i lavori, i disegni e gli utensili di una figura centrale per la storia del design Made in Italy dagli anni Cinquanta fino agli anni Novanta: Giovanni Sacchi. Quando ancora CAD e stampanti 3D non esistevano, di ogni oggetto, dopo essere stato disegnato, veniva prodotto un prototipo in legno. Solo così ci si poteva rendere conto effettivamente della sua consistenza, del suo ingombro, del suo aspetto quasi reale. Presso l’Archivio Sacchi si possono vedere molti dei prototipi degli oggetti che hanno fatto la storia del design italiano, oggi diffusi in tutto il mondo: le caffettiere Alessi, i televisori Brionvega, le macchine da scrivere Olivetti, gli oggetti Kartell…

Il laboratorio di Giovanni Sacchi, prima che tutto venisse trasportato qui, era in via Sirtori. Ci passavano personaggi come Aldo Rossi, Marcello Nizzoli, Achille Castiglioni, Ettore Sottsass jr e Marco Zanuso.

Messi a disposizione del pubblico attraverso un’esposizione permanente e un archivio consultabile, rendono evidente il legame che unisce il lavoro manuale di un bravo artigiano con quello di progettisti di fama mondiale, e raccontano quella che è stata la storia degli oggetti che hanno reso vive le nostre case negli ultimi decenni. Il personale è sempre lieto di accompagnare i visitatori in questo viaggio approfondito tra storia industriale e design. Ma non è solo lo sguardo verso il passato che interessa: infatti, negli ultimi anni sono state aperte le porte ai giovani creativi, alle loro idee e soprattutto ai loro progetti, creando l’occasione per approfondire il loro punto di vista.
Area Spazio MIL e Archivio Giovanni Sacchi sono due aree il cui fine comune è il mettere a disposizione del pubblico la cultura declinata nelle sue varie forme. Infatti, le iniziative spaziano in numerosi ambiti: dal teatro alle mostre, passando per presentazioni di libri e festival. Per informazioni e programmi, consultate i siti indicati in basso. C’è anche un bel ristorante dove mangiare o prendere un aperitivo.


Spazio MIL e Archivio Giovanni Sacchi
Via Luigi Granelli 1
Sesto San Giovanni
Tel. 02 36682271

www.archiviosacchi.it
www.spaziomil.org

 

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