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SOTTO IL SEGNO DI MERCURIO: LA STAZIONE CENTRALE DI MILANO

13 febbraio 2015 •

La Stazione Centrale attuale, alla vigilia dell’inaugurazione

Aquile, leoni, tori possenti e il Duce che non c’è più

Descrizione itinerario   

Uno sguardo frettoloso all’orologio, un occhio alle vetrine per l’ultimo acquisto, fino a quella fila scura di binari tutti ben allineati e pronti a correre via, verso la luce arrotondata e un po’ accecante dove il viaggio comincia: questa è la Stazione Centrale di Milano.

Un crocevia multietnico di percorsi, con una grandezza che disorienta, un punto di partenza o di arrivo familiare eppure estraneo, che brulica di vita di sopra ma anche di sotto, da quando ci hanno raccontato del Binario 21 e dei suoi viaggi verso la morte.

Eppure non è sempre stato così. Non almeno il 1° luglio del 1931, quando, nonostante le cupe avvisaglie di un futuro difficile, questa candida e immensa architettura fu inaugurata. Uno spumeggiante inno al futuro, all’industria e al commercio popolato da cavalli, leoni, aquile, tori e teste alate profusi a volontà, ma anche da stupendi e “invisibili” decori ceramici che raccontano il sogno di un’epoca.

Vi proponiamo un “viaggio” facile, una gita da mezza giornata a chilometro e a costo zero, almeno per i Milanesi, per guardare a questa architettura a servizio dell’industria con occhi nuovi. Insomma, a naso in su.

Gli albori della ferrovia: quando tutto cominciò

Non si direbbe, ma anche la Stazione Centrale di Milano si lega in un certo senso all’Esposizione Internazionale del 1906, pur senza farne parte.

Con quel memorabile evento infatti, la Stazione condivideva un sogno, l’inno al progresso di una città che, alle soglie del nuovo secolo, ribolliva di fabbriche e che, con l’apertura dei trafori alpini (quello del San Gottardo nel 1881 e quello del Sempione appunto, nel 1906)  si preparava a una prepotente ascesa economica.

In questo clima di euforia ed entusiasmo furono il re Vittorio Emanuele III e la consorte regina Elena, fra una visita e l’altra ai padiglioni dell’Esposizione Internazionale, a posare la prima pietra della Stazione proprio nel 1906.

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