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Sesto San Giovanni e i quartieri popolari

28 ottobre 2014 •

Vita da operai: casa e lavoro

100Km_Focuson

Suddivise in case, villette, dormitori, le tante case per i dipendenti delle aziende sestesi furono dapprima semplici edifici isolati. I motivi liberty a tema floreale che impreziosiscono le facciate delle case di inizio Novecento, le rendono ancora oggi facilmente riconoscibili. Un tripudio di fiori, mascheroni, elementi vegetali incornicia portoni, finestre e balconi con una soluzione, quella dello stampo, e con un materiale, il cemento, che permettevano di ingentilire le facciate in modo pratico ed economico. Anche se spesso queste case erano poi carenti di servizi e, in molti casi si trattava delle tipiche e popolari case di ringhiera. Un esempio? La bella casa di via Risorgimento 112, del 1907!

Con gli anni Trenta e Quaranta, gli interventi residenziali a favore dei lavoratori si fecero più organizzati: le case furono raggruppate in quartieri che puntavano a offrire anche alcuni servizi. Nel 1936, Giovanni Broglio, noto come l’architetto dei poveri per aver progettato il primo quartiere popolare di Milano in via Solari (1906), progettò il Quartiere IACP Razza (via Rovani 311). Nel 1942, su viale Matteotti sorsero le Case per gli operai della Garelli (sorta in via Casiraghi nel 1919), a breve distanza dalle Case per lavoratori costruite dalla Breda l’anno prima. Anche Falck fu molto attiva nel costruire residenze per i dipendenti a ridosso dei propri stabilimenti, al di là della ferrovia. Oltre al celeberrimo Villaggio Falck di viale Italia, presso lo stabilimento Vulcano (ampliato fino agli anni Trenta con Chiesa e Campo sportivo), e a diversi altri quartieri, nel 1918 aveva eretto in via Mazzini 46 il VAO, il Vecchio Albergo Operaio, per accogliere operai scapoli e pendolari settimanali, vicino al quale sorse negli anni cinquanta anche un cinema.

100Km_Arrow_Back LA SESTO SAN GIOVANNI DEL CAMPARI

 

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