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SACRO MATTONE PADANO TRA LODI VECCHIO E LODI

23 agosto 2015 •

Gli Apostoli e il Miracolo della Madonna

Descrizione itinerario  100km_Icona_Lowcost_OK

Poca la distanza da Milano, per una piacevole gita low cost da fare anche in mezza giornata. In inverno, quando la bruma pungente si eleva dalla campagna e avvolge tutto di una fredda e un po’ magica nebbiolina. O nella bella stagione, quando il verde della campagna e il mosaico dei campi coltivati rendono la Basilica di San Bassiano una gemma rosseggiante di austera bellezza e portatrice di mistica frescura.

Vi portiamo nel Lodigiano, a Lodi Vecchio, per l’esattezza, dove c’era una volta una chiesa custode delle reliquie degli Apostoli…

Perché proprio lì: un po’ di storia

Prima di tutto una domanda: perché Lodi “Vecchio”? Tutto cominciò quando nel 1158 l’imperatore che squassò la pianura padana, quel Federico detto Barbarossa per la sua barba fulva, volle ricostruire la “nuova” Lodi qualche chilometro più a est del vecchio nucleo di Laus Pompeia. Schierandosi infatti con l’imperatore insieme a Cremona e Pavia, la fiorente cittadina fu rasa al suolo dai Milanesi, da sempre nemici e da sempre sensibili alla ricchezza di un territorio fertile e produttivo100Km_Focuson.

Con la distruzione dell’antica Laus Pompeia decadde non solo una cittadina ricca e vitale, ma anche quell’importante strada di comunicazione che era la Via Emilia, che toccava anche Lodi Vecchio. La strada infatti costituiva un cruciale collegamento che i Romani avevano realizzato per collegare Rimini e l’Adriatico con Placentia e da qui raggiungere il nord, passando per Mediolanum. Nei pressi di Laus Pompeia la strada prevedeva un ramo secondario diretto a Cremona e a Pizzighettone. Si spiega così il ruolo di centro nevralgico che Laus doveva avere al tempo dei Romani e che giustificherebbe anche la costruzione di numerosi edifici pubblici, tra cui un teatro e un anfiteatro, documentati a Lodi Vecchio.

Per rafforzare il ruolo del nuovo abitato, il Barbarossa impose l’abbandono dell’antica via passante per Laus Pompeia, in favore del transito sulla nuova Lodi. E malgrado i decreti analoghi emanati anche dai successivi imperatori, ancora nel 1210 negli Statuta Vetera Laudae si parla di strata veteri (ovvero il vecchio tracciato) definendola “mortificata”, con minacce per chi transitava dalla vecchia via o aspirava ad aprirvi una taverna.

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