MENU

Il Regicidio di Umberto I

6 marzo 2015 •

Il sangue versato e la Cappella Espiatoria

100km_PEDIA 

Furono tre o forse i quattro i colpi di pistola che si udirono a Monza la sera del 29 luglio 1900, nessuno lo seppe dire. Ma certo fu il nome dell’attentatore, l’anarchico Gaetano Bresci e certo fu l’esito della sparatoria: l’uccisione di Umberto I e la conseguente chiusura di un’epoca. Umberto stava rientrando dalla premiazione di un concorso ginnico della Società Sportiva Forti e Liberi, ma alla villa arrivò cadavere, nella costernazione di tutti, di Margherita per prima, che dopo averlo vegliato, mandò a chiamare la favorita del re, Eugenia Litta, in un gesto di pietosa generosità. Vittorio Emanuele, in navigazione nell’Egeo con la consorte, fu mandato a chiamare e al ritorno, dopo i funerali, sarà lui a chiudere le porte della villa, dove i Savoia non torneranno più. Per la villa iniziò un lungo periodo di abbandono. Per il re, fu costruita sul luogo dell’attentato la Cappella Espiatoria, inaugurata nel 1910. Lui, Umberto, vi è solo ricordato, perché il suo corpo riposa con quello di Margherita, nel Pantheon di Roma.

100Km_Arrow_Back

LA VILLA REALE DI MONZA

 

Print Friendly

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

« »