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Il Ponte di Paderno

16 ottobre 2017 •

Il Ponte di Paderno o di San Michele

100km_PEDIA

BOX PONTE DI PADERNONel maggio del 1889, un treno di 3 locomotive e 30 vagoni attraversava l’Adda fischiando con orgoglio all’incredibile velocità di 45 chilometri orari, sul più grande ponte al mondo. Era il primo collaudo del Ponte di Paderno, che la Società Nazionale delle Officine Savigliano aveva realizzato su progetto dello svizzero Julius Röthlisberger.
Con una lunghezza di 266 metri e un sofisticato progetto di elementi in ferro chiodati, ovvero assemblati senza saldature, l’imponente opera salutava trionfalmente il progresso, portando l’Italia al passo di Inghilterra e Francia. Stessi anni e stessa ardita tecnologia impiegate da G. Eiffel per la Torre di Parigi: un viadotto celebrato per la perfezione costruttiva ma anche per la sua eleganza.
Un doppio livello di percorrenza garantiva il transito tra Milano, Bergamo e Como di treni e veicoli, con l’obbiettivo di collegare i tanti impianti industriali sorti lungo l’Adda. Per non intralciare la navigazione in questo tratto del fiume, si optò per una campata unica, ad arco parabolico, sorretta da piloni in ferro, analoga a quella del Viaduc de Garabit realizzato nel 1884 da Eiffel.
A lungo circolò la leggenda che il progettista si fosse buttato dal ponte prima dell’inaugurazione, per timore degli esiti del collaudo. In realtà Röthlisberger morì molto più tardi per una polmonite.
Sopravvissuto ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, il Ponte è ancora oggi un importante collegamento fra le due sponde del fiume.

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FIUME ADDA, L’INCREDIBILE POTENZA DELL’ACQUA

 

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