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PIANI RESINELLI DI SOTTO E DI SOPRA: LA MINIERA NEL FAGGETO

16 agosto 2015 •

Percorso tra natura e avventura, nel cuore segreto della montagna

Descrizione itinerario  100KM__Icona_Terra 

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La Miniera Anna è una di quelle sorprese un po’ curiose che possono rendere una meta piuttosto battuta per una gita fuoriporta tipica dei Milanesi, come sono i Piani Resinelli, qualcosa di insolito e avvincente.

Punto di riferimento per la partenza, è il Grattacielo che sorge sul piazzale delle Miniere, sinistra e grigia presenza sorta per vedere dall’alto l’arrivo dei ciclisti del Giro d’Italia. Proprio accanto, in quello che era il vecchio capanno dei minatori ora ristrutturato, si fa il biglietto e, muniti di caschetto e torcia, in compagnia di una guida, l’avventura comincia.

La miniera fa parte di un vasto Parco Minerario che si estende nella zona sopra Lecco, ai piedi della Grigna meridonale. Siamo in una valle aspra e un po’ selvaggia, la Val Calolden, verdissima, ma che in molti punti, pur di notevole bellezza, è brulla come un sasso.

Fin dal XII-XII secolo, in questa zona si estraevano minerali preziosi. A quest’epoca risale la miniera Ottava Sfera scoperta nel 1985, situata sotto il punto panoramico del Forcellino. Oggi vi si può accedere in sicurezza solo con guide speleologiche. Poco distanti, si aprono la Miniera Sottocavallo, con un profondo pozzo centrale, e la Miniera Silvia, oggi attrezzata per piccoli concerti. Quella che normalmente si visita è la Miniera Anna, chiusa nel 1958 e riaperta al pubblico nel 2002, dopo un lungo abbandono (www.miniereresinelli.it).

L’ingresso alla Miniera100Km_Focusonsi apre sul fianco del monte, lungo un sentiero tra i faggi con stupenda panoramica sulla valle, finché si arriva a… una porta con tanto di cancello! Quasi una bocca che si apre nella montagna: il buio subito intenso provoca l’effetto di una vera discesa agli Inferi. Questa prima parte della Miniera è la più antica, scavata nel XVII secolo con pochi mezzi e molta molta fatica. Per questo gallerie e passaggi sono piuttosto irregolari e, se non fosse per le fitte palificazioni che reggono la volta, l’impressione sarebbe quella di infilarsi in una grotta scavata dalla natura invece che dall’uomo.

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