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PESCHIERA BORROMEO E CORNELIANO BERTARIO: PICCOLI CASTELLI DI PIANURA

27 maggio 2014 •

La misteriosa fontana che suona

Tornate alla realtà piegando a sinistra sulla SP 15b che vi immette nel traffico della Paullese (SS 415). Dopo qualche chilometro superate il canale della Muzza e seguite per Merlino e Comazzo. Oltre la poco attraente zona industriale, la strada si immerge in quelle campagne che furono fonte di ricchezza per i nobili del luogo. Il Palazzo Carcassola di Marzano che svetta con la sua torretta sul curvone della strada è uno di questi, ma anche la bella Villa Pertusati Durazzo, nel vicino paese di Comazzo, racconta di una ricca nobiltà godereccia e avvezza allo sfarzo. Dietro la villa (oggi sede comunale) un sentiero tra i campi conduce ai pochi resti di una monumentale fontana realizzata nel Settecento da Carlo Croce. La leggenda vuole che l’acqua, scendendo lungo i sette ampi gradoni della sua scalea, “suonasse” le sette note! Anche se oggi la fontana non suona più, resta il mito degli scherzi d’acqua di Comazzo.

E infine un castelletto di pianura… ma non troppo

Proseguite e dal finestrino vi apparirà una dimensione del paesaggio rallentata e quieta: il poco traffico e qualche trattore stempereranno l’urgenza di raggiungere una meta, per darvi solo il piacere del viaggio. Questi luoghi oggi divisi tra il Parco dell’Adda Nord e il Parco dell’Adda Sud, sono quelli dove si stendeva l’antico Lago Gerundo100Km_Focuson, leggendario bacino citato già da Plinio il Vecchio, che tra Pizzighettone e Vaprio riempiva con le acque di Adda, Oglio e con le risorgive una depressione della Pianura Padana. Documentato ancora nel XIII secolo (Lodi era una città… costiera e Crema sorgeva su un’isola!), si ritirò per effetto delle ripetute bonifiche e anche per gli interventi di canalizzazione attuati sulle campagne.

Ad attendervi è un’altra fortezza: quella di Corneliano Bertario (www.castellodicornelianobertario.it). Il castelletto, appartenente oggi a un altro ramo dei Borromeo, è il perno di un borgo adagiato su un terrazzamento affacciato sull’Adda. Proprio qui infatti il territorio, prima chiaramente pianeggiante, comincia quei primi rilievi che preannunciano le alture della bergamasca e spiega il perché delle numerose fortificazioni (tutte collegate) che sorsero lungo quell’Adda che fu storico confine nei secoli. Il castelletto di Corneliano Bertario sorse proprio per difendere un guado sul fiume. La parte più antica dell’edificio risale probabilmente al XIV secolo, eretta dai Visconti forse su un precedente edificio altomedievale. La si riconosce nella massiccia torretta sulla destra i cui muri hanno uno spessore di quasi 2 metri! Risale invece ai secoli XV-XVI il corpo allungato del fabbricato, con le finestre tutte diverse e la muratura che alterna corsi di mattoni a file ordinate di ciottoli del vicino fiume. Sul retro, si apre una bella corte con affaccio panoramico sulla campagna, conclusa da una coltre verde di alberi che impedisce la vista del fiume, così vicino.

Il castelletto non ebbe funzioni di residenza nobiliare, bensì di presidio militare: si spiega così il carattere rustico dell’edificio, comune anche ai fabbricati intorno e in particolare al bel porticato dell’osteria di fronte al castello, dove la storia e la modernità si riconciliano.

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