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PESCHIERA BORROMEO E CORNELIANO BERTARIO: PICCOLI CASTELLI DI PIANURA

27 maggio 2014 •

Tra città e campagna: Linate e l’Idroscalo

Puntate all’Aeroporto di Linate attraverso il viale Forlanini. Lo stradone affianca il Parco Forlanini, uno dei grandi polmoni verdi della città (circa 160 ettari), che abbraccia il corso sinuoso del fiume Lambro. Dedicato a quell’Enrico Forlanini che fu pioniere del volo, il viale conduce direttamente all’Aeroporto di Linate100Km_Focuson.

Superatelo, per costeggiare poco più in là l’Idroscalo100Km_Focuson, il Parco Azzurro che da tempo è diventato luogo di svago dei Milanesi, nelle afose giornate estive. L’esposizione di 20 sculture di artisti contemporanei (tra cui G. Varisco, M. Staccioli, G. Maraniello, L. Minguzzi), lo ha fatto ribattezzare dal 2013 Parco dell’Arte.

La strada lo circumnaviga lasciando appena intravedere il bacino. Voi girate a destra quando vedete apparire davanti a voi il grande edificio ad archi della Mondadori100Km_Focuson.

Progettata dall’architetto brasiliano Oscar Niemeyer nel 1975, la sede storica della casa editrice diventa un punto di riferimento visivo nel paesaggio, con la sua inconfondibile sequenza di arcate, tutte diverse, che si specchiano nel laghetto.

La strada che fiancheggia l’Idroscalo corre in parte parallela a una bella pista ciclabile, protetta dal rigoglio di una ombrosa massa verde che nasconde il bacino. Poco oltre la Mondadori, la sede massiccia e colorata dell’IBM (Gabetti&Isola) non può che accentuare l’eleganza dell’opera di Niemeyer.

Dopo l’IBM, altro segno nel paesaggio, prendete a sinistra e, alla successiva rotonda, a destra (SP 160).

La strada attraversa il borgo di Longhignana che Bernabò Visconti signore di Milano nel XIV secolo, frequentava per le battute di caccia nei boschi che qui si stendevano. Passato poi al potente ordine degli Umiliati 100Km_Focusone quindi ai Borromeo, l’abitato non conserva più tracce delle torri, del fossato e dei ponti levatoi di un tempo, ma mantiene intatto il sapore rustico di un vecchio storico complesso agricolo.

Del resto, la vocazione produttiva della zona è evidente tra le tante cascine e i campi resi fertili con l’introduzione delle marcite100Km_Focuson.

Il Castello, il santo e il fedele suddito

Percorrendo una campagna dove non è raro veder planare qualche airone, dopo qualche chilometro si piega a sinistra all’indicazione Castello Borromeo. Il lungo viale alberato conduce fino alla piccola fortezza dove San Carlo amava soggiornare negli anni giovanili e che oggi è uno dei più incantati luoghi dei dintorni di Milano: il Castello di Peschiera Borromeo. Il fossato (la peschiera) riforniva di pesci gli abitanti del castello mentre sulla torre si riconoscono alcuni dei simboli che compaiono nello stemma di famiglia: il dromedario accosciato nella cesta, simbolo di pazienza; l’unicorno rampante e la scritta Humilitas. Il castello appartenne a Vitaliano Borromeo, abilissimo finanziere e politico alla corte dei Visconti. Fu proprio il duca Filippo Maria a concedere al Borromeo come premio per i suoi servigi, il diritto di fortificare con torri e fossato la preesistente cascina dei frati neri di Peschiera, nel 1432. Il sodalizio con i duchi di Milano si rinnovò diciassette anni dopo, quando nel castello si ritirò Francesco Sforza per progettare la conquista del Ducato, che effettivamente ottenne nel 1450. A questo episodio si collega l’allegoria rappresentata in una sala del castello con l’impresa della castagna, un riferimento al dolce premio del frutto, ovvero Milano, ottenuto dopo la “spinosa” fatica della conquista. Trasformato in sontuosa residenza alla fine del Cinquecento, oggi è una proprietà privata, giustamente gelosa della quiete e della meraviglia del luogo. Dall’arcone di uno degli edifici rurali che cingono il castello si lascia il borgo, percorrendo il lungo viale di platani che era l’antico ingresso scenografico al castello.

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