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Pesche di Monate

7 settembre 2016 •

a cura di Cia Mi-Lo-Mblogo_cia_mi

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Le Pesche di Monate sono famose per il metodo con cui sono conservate, che ha dato vita a quelle sciroppate che oggi comunemente conosciamo. Durante gli anni ‘20 del XIX secolo gli abitanti di Monate, piccolo comune in provincia di Varese sull’omonimo lago, iniziarono a conservare le pesche sotto sciroppo per averle a disposizione anche nei mesi invernali. La leggenda narra che il primo ad avere quest’idea fu il cuoco in servizio presso villa Motta di Travedona-Monate, era il modo per poter servire le pesche come dessert anche fuori stagione ai Visconti di Modrone.

La loro coltivazione nei paesi affacciati allo specchio d’acqua risale ai tempi del Rinascimento ed è proseguita diffusamente fino ad oggi, grazie al microclima favorevole della zona dei piccoli laghi dell’alto varesotto.

A Monate la raccolta delle pesche avviene nei mesi di giugno, luglio e agosto, seguendo la maturazione dei frutti, che cambiano a seconda delle varietà. Il lavoro inizia la mattina presto, prima che il sole scaldi i frutti. Le pesche sono accuratamente lavate, tagliate in due parti e denocciolate. In seguito sono poste nei barattoli, ricoperte di uno sciroppo a base di acqua e zucchero, quindi sigillate ermeticamente. I barattoli subiscono una sterilizzazione in acqua bollente, fase che garantisce la conservazione a temperatura ambiente per molti mesi.

Il processo di conservazione non è cambiato dagli anni ‘20 del XIX secolo a oggi: avviene manualmente, in modo naturale, senza aggiunta di conservanti o coloranti, e si svolge in una sola giornata di lavoro. In questo modo le pesche conservano una consistenza soda e compatta, quindi il loro gusto unico.

A cura di Confederazione Italiana Agricoltori MI-LO-MB

 

 

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