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Pan Meìno

28 aprile 2015 •

  a cura di Samuele Bovini

 

Italia: terra di santi, di poeti, di navigatori… ma anche di fornai.

Ogni campanile, in Italia, ha i suoi prodotti enogastronomici, in cui le differenze territoriali e microclimatiche producono la più grande varietà di prodotti al mondo, rapportati alla superficie geografica del nostro piccolo stivale.

Questa idea trova la sua rappresentazione massima nei prodotti lievitati: pane, focacce, pizze, torte salate e dolci. Basta spostarsi di pochi chilometri per trovare un prodotto diverso da quello vicino.

E tra i prodotti più interessanti, magari non famoso come altri, ma sicuramente buonissimo, c’è il “pan meìno”, tipico della zona “dei laghi”, tra Lecco, Como e Milano.

Il pan meìno è una focaccia aromatizzata, realizzata con farina gialla di granturco, farina bianca di gran otenero, burro, uova, ovviamente lievito e il “tocco in più” costituito da fiori di sambuco essiccati e zucchero.

La focaccia si presenta con un invitante colore brunito scuro, con marcata caramellizzazione esterna, il tipico colore di pasta gialla e aroma inebriante di sambuco. Il peso varia dai 500 agli 800 g.

I diversi ingredienti vengono mescolati, impastati e, dopo esser lievitati, vengono forgiati su degli stampi di due misure (10 e 20 cm di diametro), e in essi direttamente cotti in forno. In gastronomia il pan meìno viene usato come dessert fine a se stesso, o come base per un dolce più complesso. Tradizionalmente, in una versione più casalinga viene imbevuto nel latte, modalità in cui si esalta in particolare il gusto del sambuco.

 

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