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Oh mia bela Madunina! (parte prima)

20 gennaio 2017 •

Perché ci piace

Per tante ragioni: c’è chi la guarda come riferimento spirituale e ci sta, visto che “nasce” proprio per questo, ultima scultura, la più alta del Duomo, a cui tutti, ma proprio tutti, rivolgono lo sguardo. C’è chi la guarda… artisticamente come il completamento della architettura più importante di Milano. E c’è chi la guarda come un simbolo: quello della Milano vecchia e nuova che, in tutti i sensi, “punta in alto”, tra guglie antiche e… spire moderne, perché, come diceva una celebre canzone “suta Ti se viv la vita”.

Come arrivarci

Fisicamente, salendo sulle terrazze del Duomo. Con lo sguardo… più o meno da tutta la città!

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Come cantava Giovanni Danzi…

Quella che i milanesi chiamano la “Madunina” è la statua della Madonna Assunta, titolare del Duomo, che brilla dall’alto della sua guglia maggiore. L’affettuoso diminutivo non è certo dovuto alle sue dimensioni, dato che misura ben 4,16 metri! Il progetto di collocare la statua nel punto più alto dell’edificio risale almeno al Cinquecento, quando la guglia stessa non era ancora stata realizzata! Un disegno del 1521 di Cesare Cesariano, che rappresenta uno studio sulle proporzioni del Duomo in costruzione, ne è la più antica testimonianza.

Il tiburio del Duomo fu completato il 24 settembre 1500, dopo un notevole travaglio progettuale per cui fu chiesto anche l’intervento di Leonardo e di Bramante, autori di una celebre opinio. La guglia maggiore che lo sormonta arrivò quasi trecento anni dopo, nel 1769. E nello stesso anno fu dato allo scultore Giuseppe Perego l’incarico di modellare la statua della Vergine.
Due sue proposte iniziali furono scartate: troppo elaborate, troppo barocche, troppo problematiche per la statica. Fu così scelto il terzo modello che rappresenta Maria con le braccia aperte, in piedi sulle nuvole tra piccole teste di angioletti. Ma non si tratta di una scultura in senso stretto, perché fu realizzata lavorando lastre in rame poi dorate in foglia d’oro, fissate su un’armatura metallica interna. Completata nel 1773, la “Madunina che brila da luntan” fu posizionata sulla guglia l’anno successivo, a quota 108,50 metri di altezza.

Tre Giuseppe per una Maria…

Il detto popolare origina dal fatto che intorno alla Madonnina del Duomo lavorarono non uno, ma ben tre artisti di nome Giuseppe: il primo (Perego), fu colui che la disegnò, il secondo (Bini), fu l’orafo che materialmente la modellò, e poi ci fu anche un terzo Giuseppe (Antignati) che ne realizzò un modello della testa in legno di noce in scala 1:1, oggi esposto nel Museo del Duomo. Qui sono visibili anche i modelli settecenteschi e la stupefacente struttura metallica interna originale, che durante il restauro degli anni Sessanta fu sostituita con una in acciaio inossidabile. In occasione di alcuni restauri è stata anche effettuata una nuova doratura della statua, resasi necessaria per eliminare i danni del tempo e dell’inquinamento.

La Madonnina, nel corso della sua permanenza ormai secolare nel cielo di Milano, ha “vissuto” tutte le vicende della città stessa. Durante la seconda guerra mondiale è stata perfino coperta con teli in panno grigio-verde, per evitare di fornire un facile punto di riferimento nei cieli milanesi allora molto nebbiosi, da parte dei cacciabombardieri in azione.

Armata di lancia? Macchè, è un parafulmine!

La statua è “completata” da un’inspiegabile lancia che in realtà altro non è che un parafulmine. Osservandola bene infatti si coglie che la mano della Vergine è distaccata da questa asta e non potrebbe peraltro che essere così. Su questa lancia, nelle feste civili viene issato il Tricolore, ma, andando a ritroso negli anni, sono stati issati sul Duomo anche la croce sabauda, il vessillo austro-ungarico e il tricolore francese. Questa caratteristica, non comune per una cattedrale, è segno del valore non soltanto religioso, ma anche civico e storico del Duomo di Milano e della Madonnina, di cui è parte e simbolo allo stesso tempo.

Di Anna Bertagnolli

To be continued (con la parte seconda)…

 

 

 

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3 Responses to Oh mia bela Madunina! (parte prima)

  1. Redazione scrive:

    ciao. Sta per uscire la seconda puntata :-)

  2. Anonimo scrive:

    bel artico peccato che non è stato pubblicato la parte seconda

  3. Elisabetta Rizzi scrive:

    Bravissima Anna!! Attendo la seconda parte del tuo articolo sulla Madonnina di Milano che mi ha fatto conoscere dettagli a me ignoti.

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