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Il Museo del Setificio Monti

20 luglio 2017 •

Quel filo di seta che unisce il baco al foulard

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Il Setificio di Abbadia Lariana costituisce uno dei tanti siti di archeologia industriale di una zona da sempre vocata alla produzione tessile e, in particolare, a quella serica. All’origine di questa concentrazione, la posizione strategica lungo vie di comunicazione importanti tra il milanese e i centri d’Oltralpe, potenziata nel 1834 con l’apertura della strada Lecco-Colico. Ma furono soprattutto la presenza di estesi boschi e l’abbondanza di acque (il futuro “carbone bianco”) a contribuire alla diffusione dell’industria, fornendo il combustibile e la forza motrice per le fabbriche già in epoca preindustriale.Fin dal XV secolo, la seta prodotta nella zona era rinomata per la sua qualità in tutta Europa. Tra filatoi, torcitoi, filande, si conta che nel lecchese e nel comasco fossero impiegate, agli inizi dell’Ottocento, qualcosa come 20.000 persone (per lo più donne)!Le prime filande erano collocate in edifici preesistenti, come mostra la “Filanda” dipinta da P. Ronzoni, in uno dei primi documenti della produttività lariana (1825-30). In seguito le fabbriche cominciarono a sorgere in edifici appositi, corredati da servizi per i dipendenti, come nel vicino Cotonificio Cantoni di Bellano e come anche nel Setificio Monti e nel Setificio Keller di Mandello del Lario. Il complesso di Abbadia chiuse nel 1934, passando di proprietario in proprietario (fu anche fonderia per la Moto Guzzi di Mandello), finché fu destinato dal Comune a Museo della SetaCivico Museo Setificio Monti, www.museoabbadia.it; ingresso a pagamento, aperto mercoledì e venerdì, 14,30-18 e domenica e festivi, 9,30-12,30.

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ABBADIA LARIANA, IL BAGNO NEL LAGO (IN TRENO)

 

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