MENU

MERCATORUM E PRIULA: VIE DI MIGRANTI, ARTISTI, DEI TASSO E DI ARLECCHINO

10 gennaio 2018 •

Il borgo di Cornello visto dall’alto

Itinerario alla scoperta del borgo di Oneta, del borgo medievale di Cornello dei Tasso e delle miniere di Dossena

Descrizione itinerario   100km_Icona_Bimbi_OK 

Cornello_mappaLe vie storiche Mercatorum e Priula sono il simbolo dell’apertura della Valle Brembana, (BG) alle influenze europee. Furono percorse da mercanti, artisti e persone comuni che si spostavano da un luogo all’altro in cerca di lavoro e fortuna. La via Mercatorum, “via dei mercanti”, durante il Medioevo era caratterizzata da una rete di strade in quota che collegavano Bergamo, salendo verso la bassa Val Seriana, alla Media e Alta Valle Brembana, che entrò in disuso con la costruzione di un nuovo asse viario: la Strada Priula, voluta nel 1592 dai Veneziani durante il loro dominio su Bergamo. La Priula collegava direttamente la città alla Valle Brembana e doveva superare le Alpi senza transitare nei territori asburgici. Si trattava di una strada di importanza statale che doveva soddisfare le nuove aspettative economiche e strategiche del governo veneziano ponendosi come un itinerario internazionale. È lungo queste vie che inizia il nostro itinerario. Si svolge Tra le località di San Giovanni Bianco, Oneta, Cornello e Dossena. Da Dossena si può rientrare a San Giovanni Bianco in autobus.

Una passeggiata tra borghi, musei e miniere

Partendo da San Giovanni Bianco, lungo la Via Mercatorum, salendo verso l’Alta Valle Brembana, si incontra il piccolo borgo di Oneta. Tutti i percorsi sono bel segnalati.
Il borgo di Oneta si trova nel comune di San Giovanni Bianco. La sua storia è legata a quella della nobile famiglia Grataroli, proprietaria del palazzo conosciuto come “Casa di Arlecchino” 100km_PEDIA. Dal borgo di Oneta, seguendo un altro tratto della via Mercatorum, si arriva a Cornello: borgo di origine medievale che si trova nel comune di Camerata Cornello. Il borgo lega il suo nome alla famiglia Tasso, nota per il poeta Torquato Tasso e per l’abilità imprenditoriale di alcuni suoi esponenti che, a partire dal Cinquecento, gestirono le poste imperiali degli Asburgo. Il borgo, in epoca medievale, fu un importante centro di scambi commerciali grazie alla presenza della via Mercatorum. A causa della costruzione della strada Priula Cornello si trovò isolato e questo ha favorito la conservazione della struttura urbanistica originaria visibile ancora oggi. Nel borgo si trova il Museo dei Tasso e della Storia Postale che conserva e divulga la storia della trasmissione delle informazioni a partire dell’attività della famiglia Tasso.

Dall’attività postale dei Tasso si passa, sempre seguendo la via Mercatorum, a quella estrattiva del distretto minerario di Paglio Pignolino nel comune di Dossena. Si tratta del comprensorio minerario forse tra quelli di più antica coltivazione della montagna bergamasca: la coltivazione di questo distretto risalirebbe all’età del bronzo. Lo sfruttamento dell’area proseguì con gli Etruschi e con i Romani che inviarono i damnata ad metalla, per estrarre il minerale, e continuò fino alla metà del Novecento quando la miniera fu definitivamente chiusa. L’area fu visitata anche da Leonardo Da Vinci durante il suo soggiorno milanese, dal 1428 al 1513, a cui si deve, inoltre, la prima rappresentazione cartografica delle valli bergamasche. Oggi, grazie al Comune e all’Associazione miniere di Dossena il sito è stato in parte recuperato ed aperto al pubblico.

Consigliamo una visita anche alle diverse chiese che si incontrano lungo il cammino perché conservano un ricco e composito patrimonio artistico: dai dipinti dei frescanti dell’Alta Valle Brembana, tra cui quelli della multiforme famiglia dei Baschenis, alle opere di Palma il Vecchio, Paolo Veronese, Peter Paul Rubens e Carlo Ceresa (nativo di San Giovanni Bianco) per citarne solo alcuni.

Flora, fauna e gastronomia

Lungo questi sentieri ci si può imbattere in diverse varietà di funghi (i funghi porcini che crescono nel territorio di Camerata Cornello sono molto rinomati) piante come faggi, castagni e meli, fiori, tra cui la primula albenensis e animali di diverse specie: dagli ovini, caprini e bovini, agli scoiattoli e ai tassi, fino ai caprioli e ai cervi. Le strade portano anche alla conoscenza della gastronomia della Valle Brembana, legata principalmente all’ambiente di montagna e alla cultura contadina. Tra i piatti tipici troviamo i casoncelli, un tipo di ravioli con un ripieno di carne conditi con burro, salvia e pancetta, la polenta taragna spesso accompagnata da selvaggina e funghi, i nusecc, un ripieno di carne avvolto da una foglia di verza e il chisöl, una palla di polenta ripiena di formaggio e fatta abbrustolire sulla stufa. Il pasto può essere accompagnato dalla grande varietà di formaggi prodotti in Valle come il Branzi, lo Stracchino, il Formai de Mut, l’Agrì di Valtorta, il Taleggio, lo Strachitunt e il Bitto Storico.

Da segnalare

Nel mese di agosto, in questi luoghi, si svolge il Festival di Teatro “Mercatorum, in cammino con i comici” e lo workshop gratuito “L’attore artigiano, dalla Commedia dell’Arte al Grammelot” entrambi diretti da Eugenio De’Giorgi. Lo workshop è un centro di formazione per l’attore dove si studiano e si sperimentano il gesto, il movimento e il linguaggio internazionale del teatro: il grammelot.

100KM_H_Informazioni_NEW

Fotogallery

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

« »