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Lo zoo di pietra dell’Acquario

23 marzo 2017 •

Un polpo sorveglia dall'alto i visitatori dell'Acquario Granchi, conchiglie e aragoste, alteri pinguini, polpi minacciosi, razze e scorfani, trichechi e persino salamandre: un universo di forme marine pietrificate è posto a guardia dell’Acquario Civico che si erge al margine del Parco Sempione, visibile soltanto per chi se lo vada a cercare. Una guarnigione di creature modellate nel cemento popola i capitelli, decora le grigie pareti, mentre una fila di pesciolini tutti diversi sorregge il cornicione.

Rigore scientifico e gusto per il grottesco di ispirazione Liberty si mescolano ovunque, facendo apparire proprio nei decori della facciata due insolenti ranocchie, che dal fogliame di un canneto, spuntano con la lingua srotolata pronta per il pasto. Sui davanzali si scorgono lumache, e gonfi pesci palla incorniciati da improbabili ghirlande, mentre putti trasformati in polene guidano le navi a remi che sembrano uscire dal palazzo. E’ il regno di Nettuno, il Dio del mare che accoglie i visitatori dell’Acquario con il tridente in mano, al di sopra di una vasca con i pesci rossi: quasi uno scherzo di banalità, considerando anche le fauci spalancate di un grasso ippopotamo, che riversa un getto d’acqua nella vasca.

Un decoro a tema perfettamente intonato alle funzioni di un edificio sorto per l’Esposizione Internazionale del Sempione (1906), per promuovere la produzione ittica e suggerire nuove potenzialità per un mercato che poteva fornire cibo a costi contenuti: fondamentale, in una città in rapida crescita. Proprio a questo scopo, sul lato verso il parco era stato allestito un ristorante con menu… di pesce!

L’edificio, unica struttura permanente tra i padiglioni dell’Esposizione, sorse su progetto di S. Locati, che si servì anche delle eleganti ceramiche prodotte nello stabilimento  milanese della Richard Ginori per ambientare le creature marine con piante acquatiche, file di lucci, fiori. Rigorosamente indicati con il nome latino di famiglie di piante e di animali. All’interno le vasche con i pesci erano disposte lungo un corridoio ovale che simulava una grotta naturale, mentre tre serbatoi nel piano interrato permettevano il ricambio dell’acqua marina: una vera modernità! Alla fine dell’Esposizione, l’Acquario rimase come sede dell’Istituto di Idrobiologia, una delle tante istituzioni civiche in una città proiettata verso l’Europa anche dal punto di vista scientifico.

E malgrado i danni dovuti ai bombardamenti del 1943, ancora oggi l’Acquario continua a raccontare il mare a Milano.

 

Informazioni pratiche

100Km_waypoint Acquario Civico di Milano

Via Gadio, 2

Orario: martedì-domenica 9.00-13.00; 14.00-17.30

www.acquariocivicomilano.eu

 

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