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Le palafitte dell’Isolino Virginia

6 settembre 2016 •

100km_PEDIA

Quando il lago piacque ai nostri antenati!

Le acque del Lago di Varese proteggono uno dei nove siti lombardi protetti dall’UNESCO. Si tratta dell’Isolino Virginia e del suo patrimonio preistorico di Palafitte che con altri 111 scavi tra Francia e Slovenia l’Unesco ha ritenuto di tutelare nel 2011. Questi reperti risalgono a quando l’uomo cominciò a escogitare stratagemmi per difendere le proprie abitazioni dalle variazioni di livello del lago. L’insediamento preistorico del lago risale infatti al VII-VI millennio a.C., nel primo Neolitico. Rimase abitato fino alla fine dell’Età del Bronzo, nel X secolo a.C. Al sito, organizzato con un percorso didattico a cielo aperto e con il Museo Civico Preistorico che documenta alcuni scavi, si accede su prenotazione, dal martedì al sabato dalle 9,30 alle 12 e dalle 14 alle 17 (tel. 0332 255482 o 334 6659567), e si raggiunge in barca da Biandronno, via Marconi (tel. 0332 766268).

L’Isola, sottoposta a vincolo di tutela, fu battezzata dapprima come Isola di S. Biagio, in seguito Isola Camilla, in onore della consorte di Pompeo Litta che l’aveva acquistata nel 1822, e infine Isolino Virginia, quando cinquant’anni dopo passò ad Andrea Ponti e alla moglie Virginia.
L’insediamento preistorico fu scoperto nel 1863 dall’abate naturalista Antonio Stoppani, che vi riconobbe uno dei più importanti siti palafitticoli del Neolitico.

Per informazioni possiamo visitare il sito www.unescovarese.com

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