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LA VILLA CICOGNA MOZZONI A BISUSCHIO E IL SUO GIARDINO DELLE MERAVIGLIE

25 settembre 2016 •

La terrazza superiore della Villa Cicogna Mozzoni

 

Descrizione itinerario  100KM__Icona_Castelli 

Maschera-bisuschioL’itinerario dove oggi vi portiamo ci conduce in Valceresio, una vera bellezza di cui può vantarsi la provincia di Varese. Si trova nell’alto territorio varesino e, percorrendola tutta, si arriva a Porto Ceresio, località affacciata sul Lago di Lugano. Siamo in Italia, ma il confine svizzero è a quattro chilometri e la strada, da percorrere in auto, è molto panoramica. Da vedere c’è il verde-blu scurissimo del lago, segno della sua notevole profondità e che sottolinea la presenza di piante acquatiche tornate a ripopolare – appunto – l’acqua più pulita. E poi, sull’altra sponda, quella svizzera, a Morcote, c’è Santa Maria del Sasso, chiesa romanica che si raggiunge al culmine di una lunga scalinata. La fatica, resa lieve dai molti scorci, vale anche per la magnifica vista sul lago.

Luoghi di confine che senza dubbio valgono il viaggio, per una gita in giornata immersi nella natura e nella bellezza dell’opera dell’uomo. Ma facciamo un passo indietro: pochi chilometri prima di Porto Ceresio c’è Bisuschio. A soli cinque chilometri dal lago sorge Villa Cicogna Mozzoni e il suo bel giardino. E così la gita diventa un’occasione di svago, ma anche di cultura.

Tutto cominciò da un cane e da un orso!

A metà del Quattrocento i Mozzoni erigono un casino di caccia, ma è nel corso del Cinquecento che, dopo ampliamenti e abbellimenti, la costruzione diventa una bellissima villa, grazie all’opera dei fratelli Biumi e dei fratelli Mayno. Dell’architetto, invece, il nome non è noto. In questi cento anni accadono due episodi che ne favoriscono lo sviluppo. Nel 1476 Agostino Mozzoni e il suo cane salvano dalle fauci di un orso Galeazzo Maria Sforza, ospite per una partita di caccia. In riconoscenza il duca e la sua potente cerchia di amicizie elargiscono favori e attenzioni ai Mozzoni. Ma va detto, per cronaca e per tranquillità, che dal Seicento non si vedono più orsi da quelle parti!
Cento anni dopo, Ascanio Mozzoni, uomo colto e curioso, avvia la sistemazione del giardino della villa prendendo spunto dai suoi viaggi. E questa decisione farà l’altra grande fortuna della villa. Sarà Angela, unica figlia di Ascanio, a dare il via alla discendenza dei Cicogna Mozzoni che ancora abitano nella dimora, sposando nel 1580 il conte Giovan Pietro Cicogna.

L’indissolubile armonia della natura e dell’architettura

Quello che si può vedere andando a Bisuschio è uno dei più felici incontri tra una villa e il suo giardino, tra l’architettura e la natura. Si potrebbe dire che l’edifico è così come lo si vede perché c’è il giardino e che il giardino ha questa forma perfetta, perché c’è la villa. Indissolubili. E l’indissolubilità guida il visitatore a cogliere l’armonia delle forme e la cifra di questo insieme: l’eleganza.
Gli interni della villa sono molto ben conservati: la biblioteca e gli affreschi, i trompe l’oeil della scalinata, i soffitti a volta e le stanze da letto: qui il tempo pare essersi fermato. Una bellezza, mai sopra le righe, che rimanda all’esterno. Perché la natura che sta fuori è continuamente rappresentata all’interno, sempre visibile dalle stanze e sempre incorniciata nei grandi affacci e negli scorci studiati ad arte. Viene dunque voglia di uscire, di andare a visitare il giardino e sarà il loggiato – una piccola meraviglia – a portarci per mano.


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