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La Torre infinita: dal Giappone a Milano, passando per Brancusi

17 maggio 2016 •

Le Tre Torri di Citylife

È la più alta delle torri d’Italia, con i suoi 202 metri di altezza e ora che è finita, la Torre Isozaki in zona Fiera, sembra proiettare verso il cielo un “infinito” desiderio di grandezza.

Infinito non a caso, perché questo grattacielo, il “Dritto”, com’è stato ribattezzato dai Milanesi, al cielo aspira nella forma come nell’ideazione.

La sua forma stretta e sottile dà infatti ancora più slancio alla sua vertiginosa altezza. Un omaggio a quel Pirellone di Gio Ponti, pioniere della verticalità e della forma snella.

E quelle 8 bombature in vetro che nella nuova Torre si ripetono sulle facciate, sovrapposte come i giganteschi mattoncini di un Lego arrotondato, nelle giornate terse daranno a chi vi passa sotto l’illusione di una torre che non finisce mai.

Una versione moderna e lucente di quella Endless Column, o Colonna Senza Fine, che lo scultore Costantin Brancusi eresse nel 1937-38 nel Parco romeno di Targu-jiu, definita dallo stesso artista, una colonna “per sostenere le volte del Paradiso”.

Facile immaginare quindi che quei quattro puntoni dorati che si innestano al 24° piano, aiutino ad ammortizzare le oscillazioni che il vento provoca sulla torre. Un elemento strutturale che però, nelle intenzioni dei progettisti, rimanda in chiave moderna agli archi rampanti dell’edificio simbolo di Milano: il Duomo con i suoi contrafforti marmorei.

Snellezza e modularità non sono però l’unico riferimento colto di una torre che solo in apparenza risulta di semplice disegno: sui lati corti il va-e-vieni degli ascensori panoramici in continuo movimento avrà il duplice fine di far godere (a chi vi accede) la vista magnifica della città dall’alto e farà pensare (a chi resta a terra) di avere davanti un “edificio-macchina”. Un sofisticato omaggio alla città del Futurismo che esaltava il movimento e la bellezza delle macchine.

Il grattacielo da poco è stato ribattezzato Torre Allianz, poiché diverrà l’headquarter dell’azienda che a breve lo occuperà. E porta la firma illustre dell’architetto giapponese Arata Isozaki e dell’architetto italiano Andrea Maffei: quasi il paradigma di un architettura che sposa l’essenzialità nipponica con la genialità di casa nostra.

Alla torre faranno compagnia, come baricentro di una gigantesca area pedonale verde, altri due grattacieli, che al momento sono invisibili perché appena nati: il “Curvo”, progettato da Daniel Libeskind e lo “Storto”, di Zaha Hadid, l’architetto irachena artefice anche delle case-transatlantico che chiudono l’area di Citylife verso via Senofonte. Il tutto raggiungibile con la neonata Lilla, attraverso la fermata Tre Torri.

Un’ultima curiosità della torre: i suoi ascensori saranno i più veloci in Italia, con una velocità di 7 metri al secondo, ovvero 7 volte più rapidi degli ascensori di un normale condominio! Solo 40 secondi per raggiungere il 35° piano! Ma non è tutto: in una logica di risparmio energetico che caratterizza tutta l’area, gli ascensori saranno gestiti dal destination controller, un programma che, in base al badge dei dipendenti, sarà tanto intelligente da smistare le persone in base al piano di destinazione.


Torre Allianz
Citylife, ex Fiera di Milano

 

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