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La Fabbrica del Vapore

15 gennaio 2016 •

Perché ci piace

Perché è un luogo simbolo della storia dell’industria milanese. Perché qui ci costruivano i tram che girano da 90 anni per la città. Perché è uno spazio grande, luminoso, vivace, accogliente. Perché ci sono sempre cose nuove da vedere, da fare, da ascoltare. Perché se cercate i posti dove la città si trasforma e si rinnova, beh, questo è uno.

Come arrivarci

Fermata MONUMENTALE della MM5, la Lilla. Oppure tram 10, 12, 14. E stazione bike sharing a pochi metri.
Fabbrica del Vapore

Dallo sferragliare dei tram al fermento delle arti giovanili

Uno dei progetti di recupero di siti industriali più interessanti di Milano è quello della Fabbrica del Vapore, un vasto spazio di origine industriale a breve distanza dal Cimitero Monumentale.
I grandi spazi della fabbrica accolgono un polo artistico fatto di laboratori di teatro, musica, danza, tecnologie digitali, moda, design, video, che traggono vantaggio dalla convivenza negli stessi spazi. Seguendo il modello intrapreso da diverse città del centro Europa, negli anni Novanta il Comune di Milano ha infatti avviato il recupero del sito con un obbiettivo ambizioso: costituire una cittadella dell’arte destinata ai giovani creativi e offrire loro, attraverso un incubatore protetto, la concreta possibilità di affacciarsi sul mercato. La selezione dei creativi si svolge tramite un concorso, al termine del quale avviene l’ingresso nella struttura e la possibilità di utilizzarne il marchio di qualità “Fabbrica del Vapore” per forme di promozione sia singole che condivise. Il logo è stato ideato nel 2000 “come una sorta di tattoo” da Antonio Motolese Lazzàro, a seguito di un concorso di idee per progettisti under 35.

L’area oggi si presenta racchiusa da due lunghi fabbricati in mattone lungo le vie Nono e Messina. Fra questi si apre il piazzale, che tra il 2007 e il 2012 ha accolto provvisoriamente la tensostruttura del Teatro Ciak e oggi è adibito a eventi e manifestazioni, tra cui anche il Fuori Salone del Mobile di aprile. Sul fondo del piazzale si colloca il capannone della Cattedrale, il grande edificio di 3.000 metri quadrati, che trae il nome dalla suggestione delle sue immense campate.

Quasi uno spazio sacrale, un tempio del lavoro, dove venivano movimentate le carrozze ferroviarie prodotte dalla Ditta Carminati, Toselli & C. La fabbrica cominciò a occupare l’area nel 1899, per “costruire, riparare e vendere materiale mobile e fisso per ferrovie, tramvie e affini”. In un momento di grande espansione della città, la zona intorno al neonato Cimitero Monumentale, ancora scarsamente edificata, offriva all’azienda un’importante possibilità di crescita. La scelta fu azzeccata: la sostituzione della trazione animale con quella elettrica e l’espansione della rete ferroviaria permisero alla fabbrica di espandersi molto rapidamente, tanto che nel 1919 arrivò a contare ben 1.350 dipendenti.

Quel mix di estetica e innovazione che caratterizzano gli albori dell’industria italiana tra Ottocento e Novecento fece il resto: nel 1927 il Comune affidò alla ditta la progettazione di alcune vetture tramviarie tecnologicamente avanzate. L’anno successivo le vetture prototipo videro la luce con il nome di Tram 1928, diventando in breve uno dei simboli più classici di Milano. Sono le vetture gialle che ancora circolano ma che si ritrovano anche in altre città, come per esempio a San Francisco, dove costituiscono una sorta di bandiera del Made in Italy. La Carminati & Toselli chiuse nel 1935, penalizzata dalle severe disposizioni del Regime.

Adibita prima a industria tessile, infine a sede di una ditta di autotrasporti, la fabbrica fu gravemente danneggiata nella II Guerra Mondiale e infine chiusa. A memoria della vecchia fabbrica dei tram, al cui lavoro si ispira il nome attuale del sito, la Palazzina d’Ingresso costituisce una sorta di catalogo dei prodotti della Carminati & Toselli. Sorta all’inizio del Novecento nelle aggraziate forme di un liberty tardivo e minore, è ornata da freni, bilancieri e parti meccaniche dei tram, che, sostituendo i tradizionali decori floreali, popolano qua e là le cornici di porte e finestre.
In origine la palazzina ospitava gli uffici dell’azienda; oggi è stata recuperata per accogliere un ostello per creativi di passaggio a Milano, al fine di creare una sinergia e un reciproco scambio fra studi giovanili italiani e internazionali.

 

 

Fabbrica del Vapore
Via Procaccini 4
www.fabbricadelvapore.org

 

 

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