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PROFUMO DI LEGNI: LA CREMONA LIUTARIA

10 gennaio 2018 •

Le strade di Stradivari

Da piazza Sant’Agata si “entra” nella zona di Cremona dove il giovane Antonio Stradivari visse con la sua seconda moglie, Francesca Ferraboschi. Stradivari la sposò il 4 luglio 1667 proprio nella Chiesa di Sant’Agata che chiude un lato della piazzetta. Le origini romaniche dell’edificio trapelano nel campanile aguzzo che spunta oltre la facciata, mentre all’interno si può ammirare il bellissimo affresco del cremonese Giulio Campi (1537), dedicato alla santa. La Casa nuziale del liutaio si trova lungo il corso Campi (civico 57), segnalata da una targa in facciata. A quest’epoca, Antonio collaborava con la bottega del suo maestro Nicolò Amati, la cui influenza si risente negli strumenti che il giovane realizzò in questo periodo, detti infatti “amatizzati”. Tra questi figurano il violino “Clisbee” e il violino intarsiato “Hellier”, creati entro il 1680.

Un borgo di liutai

Se il piccone risanatore del Ventennio non fosse stato brutalmente calato sulla città, proseguendo per il corso Campi ci ritroveremmo tra le abitazioni e i laboratori degli antichi liutai di Cremona. Una sorta di borgo a tema, nel quale, fra il XVII e il XVIII secolo risiedettero e lavorarono gli Amati, i Guarneri e anche Stradivari, che vi si trasferì dopo il 1680. Per questo, la parte di città (oggi pedonale) in cui sorge la Galleria XXV Aprile era detta l’isola dei liutai. Vi sorgeva la Chiesa di San Domenico nella quale si trovava anche la tomba di famiglia di Stradivari. Quando alla fine dell’Ottocento la chiesa fu demolita, nel punto in cui si presumeva giacessero le spoglie del grande maestro liutaio (morto nel 1737), fu collocata una “falsa tomba”. Oggi, al posto della chiesa si trovano i giardini di piazza Roma. La lapide, quella vera, fu invece recuperata e oggi si trova esposta nel Museo del Violino, mentre in piazza Stradivari si erge il monumento che lo raffigura.

Una sosta all’ombra del Torrazzo

Da qui alla suggestiva piazza del Comune il passo è breve. Il grande fascino della fronte della chiesa con le sue volute gentili e la mole impareggiabile del Torrazzo che fronteggia il Palazzo Comunale duecentesco regala l’emozione di una delle più belle piazze lombarde.

La Torre, con la notevole altezza di 112 metri (la più’ alta torre campanaria d’Europa) è costituita dalla sovrapposizione di due strutture, quella duecentesca romanica e quella del primo Trecento, che la completò con la cosiddetta ghirlanda, formata da due eleganti tamburi ottagoni sovrapposti. Oltre al concerto delle sette campane, la Torre è famosa anche per il suo orologio astronomico, installato nel 1583 per segnare il moto degli astri e del Sole e le fasi della Luna. La salita sulla torre regala una magnifica visione della città e dei suoi dintorni.

Alla mole rossa del Torrazzo fa da contrappunto cromatico il candore della facciata del 100km_PEDIA Duomo, con le sue originali volute quattrocentesche. Completa la piazza il Battistero romanico (XII secolo), uniformato alla nuova fronte del Duomo con un rivestimento marmoreo aggiunto nel Cinquecento. Curiosamente non contiene un fonte battesimale, ma una grande cisterna (1531), nella quale, in occasione della Pasqua il vescovo benediva l’acqua per le parrocchie della città.

Poco distante, in  via Sicardo 12, si trova anche la bottega del Maestro liutaio P. Devanneaux, dove è possibile fare una piccola esperienza pratica sul legno con sgorbie, piallette e pennelli, che può culminare anche in una prima lezione di violino o anche nell’audizione con un solista.

Musica e architettura: il Museo del Violino

Un itinerario a tema musicale a Cremona non può non avere il suo culmine nel Museo del Violino, sia per l’edificio, sia per le preziose collezioni che custodisce: quelle Stradivariane (di cimeli e strumenti), quelle del Concorso Triennale di Liuteria (con gli strumenti vincitori) e quella degli strumenti del Novecento. Inaugurato nel 2013, per dar un luogo alla ricca tradizione liutaia locale, il Museo si colloca nel Palazzo dell’Arte eretto da Carlo Cocchia nel 1947. Oggi è possibile visitarlo sia per il suo prezioso contenuto, sia per ascoltare audizioni con strumenti storici (previa prenotazione). Questo permette di ammirare lo spettacolare 100km_PEDIA Auditorium Giovanni Arvedi che ne costituisce l’anima. Il progetto è opera dello studio di architettura Arkpabi (G. Palù e M. Bianchi) e si ispira al propagarsi delle onde sonore che, con linee sinuose e volumi morbidi ricreano la suggestione degli strumenti qui esposti. Una struttura che ricorda i petali di un tulipano e che si inserisce nella assai più rigida forma squadrata dell’edificio originario, con delicatezza, eppure con una sua precisa linea contemporanea. Il palco, di forma circolare, ne costituisce il cuore. Collocato al centro della platea, non solo avvolge letteralmente i musicisti, ma propone un coinvolgimento tra spettatori ed esecutori totalmente nuovo e proietta l’ascolto della musica classica in una dimensione più moderna.

Ringraziamo per la collaborazione nella realizzazione di questo itinerario Wood Vibrations, via Platina 6, Cremona.

 

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