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La Bocconi Art Gallery: un museo in progress

5 aprile 2015 •

03 BOCCONI

Con la prima edizione del 2009, l’Università Commerciale Bocconi ha inaugurato negli spazi del suo vasto campus la Bocconi Art Gallery (BAG): un’esposizione che si rinnova ogni 18 mesi e si propone di far entrare gli studenti in contatto con il mondo dell’arte contemporanea e del concettuale. Un centinaio di opere di oltre 40 artisti internazionali, disseminate nei vari edifici che compongono il campus, invadono letteralmente corridoi, porticati, giardini, spazi collettivi per comporre una galleria in continua evoluzione.

Tra gli artisti presenti si annoverano A. Pomodoro; A. Duff, che espone un’opera fatta di corde intrecciate; W. Klein presente nel bar; Giorgio Bevignani con un’opera molto suggestiva dedicata al significato mistico e di purificazione dell’acqua, dal titolo “Jordan’s Red Water”. Carlo Bernardini è invece autore di una delicata installazione luminosa collocata al piano interrato, mentre negli spazi esterni si trovano due massicce opere di G. Spagnulo e, nel giardino, il grande Cerchio Imperfetto di M. Staccioli.

Il maggior numero di opere ha trovato degna collocazione negli spazi algidi e immensi dell’Edificio Grafton eretto dallo Studio Grafton, ultimo nato tra quelli del campus. Concepito con la stessa sofisticata tecnologia con cui si costruiscono i ponti, l’edificio appare come uno scrigno severo, spaccato da cavedi e da lame di luce, che simbolicamente protegge l’eccellenza della scuola e, conficcandosi nel terreno, si radica nel tessuto produttivo e culturale della città. La trasparenza cristallina della grande vetrata su via Roentgen invita studenti e passanti a guardare all’interno, alla ricerca delle opere esposte nel foyer ribassato protetto dalla parete inclinata dell’aula magna. Del campus fanno parte anche l’edificio del Velodromo (così detto per la forma ovale), la Scuola di Direzione Aziendale (SDA), il Pensionato, la Biblioteca, e la chiesa di S. Ferdinando, oltre alla sede storica di via Sarfatti, in cui è esposta un’opera che invita alla riflessione sulla contemporaneità: Cancellazione del debito pubblico, realizzata da E. Isgrò ispirandosi agli insegnamenti dell’ateneo.

L’università era stata voluta nel 1902 dai fratelli Bocconi, per formare una generazione capace di supportare il progresso economico del momento. Partiti come ambulanti, i Bocconi avevano fatto fortuna vendendo abiti in taglie pronte, sul modello francese, arrivando dalla Fiera degli Oh Bèi Oh Bèi al primo grande magazzino d’Italia che aprirono di fianco al Duomo nel 1877. Il suo nome evocativo Aux villes d’Italie (Alle città d’Italia), rimanda ai modelli francesi, anche se noi lo conosciamo come lo ha rinominato Gabriele D’Annunzio, con il nome di La Rinascente.


BOCCONI ART GALLERY
Sedi di via Roentgen, 1, via Sarfatti 25, via Bocconi 8
Orari: negli orari di apertura dell’ateneo
www.unibocconi.it

 

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