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Il San Napoleone sul Duomo di Milano

18 luglio 2017 •

Perché ci piace

Perché è una storia davvero curiosa, una delle tante da scoprire sul Duomo di Milano.

Come arrivarci

Al Duomo, non c’è bisogno di spiegarlo

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Come l’Imperatore prese il posto dell’Assunta

Nella selva di statue che abbraccia il Duomo di Milano e invade letteralmente ogni spazio disponibile da terra all’ultima guglia, ce ne sono diverse dalla storia curiosa. Una di queste fa capolino sul fianco verso il Palazzo Reale, sul terzo contrafforte partendo dalla facciata, ben visibile anche da terra. Si tratta di un santo moderno, apparso in quella breve stagione in cui Milano fu retta da Napoleone Bonaparte, il còrso che nel 1805 osò incoronarsi davanti al Duomo ponendosi in capo la Corona Ferrea e pronunciando la celebre frase “Dio me l’ha data, guai a chi la tocca!”. È San Napoleone, prontamente onorato tra le sculture della cattedrale e altrettanto rapidamente dimenticato, quando a Napoleone successero gli Austriaci. La leggenda racconta che, volendo omaggiare l’imperatore anche in quella cattedrale di Milano in cui tutta la Chiesa era raffigurata nel marmo, sotto il gesto protettivo della Madonnina, si sia provveduto a inventarne la storia. Il cardinal Caprara rintracciò un misterioso San Neapolis, martire cristiano del IV secolo, che per assonanza fu ricondotto all’Imperatore e rinominato San Napoleone. Traendo spunto anche dalle vite di altri santi si ricompose la storia del giovane, torturato e poi morto in prigionia. Così appare nella statua del Duomo: un ragazzo con aria di sfida a braccia conserte, vestito all’antica, con ai piedi le catene della prigione.
Poiché Napoleone non aveva un onomastico, come ultimo omaggio, il santo fu inserito nel calendario il 15 di agosto, giorno di nascita dell’imperatore, forzando la festa dell’Assunzione della Madonna a cui il Duomo è dedicato e che tornò in breve a essere celebrata dopo la caduta dei Francesi, nel 1814.

E il modello della Statua della Libertà di New York …

Tra le statue del Duomo, un’altra incuriosisce: è “La Legge Nuova” che si trova sul balcone sopra l’ingresso centrale della cattedrale, eseguita nel 1810 da C. Pacetti. Secondo la leggenda sarebbe stata presa a modello per la Statua della Libertà realizzata da Bartholdi nel 1885 per New York, con il braccio alzato, la torcia in mano e quel giro di punte intorno al capo. Se sia vero o no, nessuno lo può affermare con certezza, ma di misteri il Duomo ne ha tanti come quel polpaccio lucente di uno dei flagellatori del Cristo, raffigurato sul portale maggiore. Un tocco scaramantico che i turisti fanno senza forse sapere che proprio lì andò a colpire la scheggia di uno spezzone lanciato durante i bombardamenti del 1943.

Di Monica Torri

100kmdamilano.it per Milano insolita e segreta, Edizioni Jonglez

 

 

 

 

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