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Il Pavillion Unicredit in Porta Nuova

10 febbraio 2016 •

Perché ci piace

Perché in mezzo ai Grattacieli luccicanti di Porta Nuova, ci ricorda, con la sua costolonatura in legno, qual è il punto di partenza per ogni progetto dell’uomo: la natura.

Come arrivarci

Con il treno, dalla Stazione di Porta Garibaldi. Con il metro: la MM2 di Garibaldi e Gioia o con la MM3, nella fermata (un po’ più distante) di Repubblica. Con i mezzi di superficie: i tram 10, 33, l’autobus 37

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Il Pavillion Unicredit è l’ultimo nato tra gli edifici di uno dei quartieri che meglio simboleggiano quella che è stata definita una rinascita della città in senso architettonico. Nuovi grandi progetti, riqualificazioni di luoghi da tempo dismessi che si trasformano in nuovi “centri” della città. Il Pavillion, con la sua architettura lignea dalle morbide forme, sembra restituire alla città la dimensione della natura anche tra i grandi edifici contemporanei.

Un seme (di legno) pronto a germogliare
Concepito dall’architetto Michele De Lucchi come un grande seme, l’Unicredit Pavilion si erge isolato al margine della piazza Gae Aulenti, nel nuovo quartiere di Porta Nuova a Milano.
Una posizione che non ruba la scena alle guglie che racchiudono la piazza, ma si pone anzi come ricercato raccordo, come cerniera tra l’opera dell’uomo -i grattacieli, la piazza- e l’opera della natura, ovvero quei Giardini di Porta Nuova che fra un po’ verranno. Con l’inaugurazione del luglio 2015 il Pavilion ha regalato alla città un edificio in piena sintonia con le tematiche della coeva manifestazione Expo 2015, ma soprattutto si veste di significati simbolici universali.

Da un lato il legame con una committenza, l’Unicredit, che ha bandito il concorso vinto da De Lucchi, per dare forma a uno spazio polifunzionale a servizio dell’azienda e anche della comunità. Un evidente richiamo alla vocazione internazionale della banca e alla cercata relazione con il territorio, al quale l’ente risulta profondamente radicato.
Dall’altro, il nuovo edificio sorge con l’intento di donare alla città un luogo trasformista, utilizzabile per convegni, eventi, esposizioni, nel cuore di uno dei progetti contemporanei di maggiore richiamo a Milano. La metafora del seme cercata da De Lucchi tanto nella forma, quanto nei significati diviene quindi il fulcro di un’architettura destinata a germogliare, radicandosi nel territorio, ma con uno slancio verso il futuro, che in questo caso si esplica anche nella scelta di soluzioni tecnologiche innovative.

“Si capisce subito che non è né un condominio né un edificio per uffici e si memorizza con la forza emozionale di un monumento”: così lo descrive l’architetto che lo ha concepito come un edificio-oggetto, quasi un’opera di design o un’opera d’arte, deposta sull’opera dell’uomo, ovvero quel Podio su cui svettano i grattacieli.  Le forme morbidamente arrotondate si pongono in delicato ma deciso contrasto con quelle lineari dei grattacieli attorno, richiamandone comunque la ricerca di fluidità nello spazio.  La costolonatura in larice ne definisce la linea architettonica calda e avvolgente. Al di sotto, la superficie vetrata rende luminosi gli interni e conferisce all’edificio la trasparenza, anche simbolica, di uno spazio rivolto al pubblico. Due grandi ali apribili sono munite di enormi schermi sui quali vengono proiettate le performances video organizzate all’interno.

All’interno, un grande Auditorium da 700 posti (sul lato est) è pensato per concerti, spettacoli, esibizioni. Sul lato occidentale si collocano invece gli spazi espositivi destinati all’esposizione a rotazione del ricchissimo patrimonio di opere d’arte di Unicredit (composto da circa 60.000 opere che vanno dal Cinquecento a Warhol in una delle maggiori collezioni corporate d’Italia).
Il Pavilion accoglie anche un asilo nido aziendale con una capacità di 60 bambini dai 3 ai 36 mesi, realizzato con la partnership di Reggio Children e la Green House, una zona lounge affacciata sul parco, per eventi.  Legno e fotovoltaico in copertura si sono sommati all’uso di una copertura in zinco-titanio completamente riciclabile e riutilizzabile, per un edificio ecosostenibile.
Infine una curiosità: De Lucchi ha firmato anche gli arredi e in particolare la sedia 298, in faggio e tessuto, prodotta da Cassina e progettata proprio per il Pavilion.

 

 

Pavilion Unicredit
Piazza Gae Aulenti 10
Milano

 

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