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IL MONTE ORSA E LA LINEA CADORNA

8 agosto 2017 •

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Un’escursione tra antiche fortificazioni tra Italia e Svizzera

Descrizione itinerario     


monte_orsa_mappaItinerario realizzato in collaborazione con Amici del Monte Orsa

La cima del Monte Orsa, una delle più belle della provincia di Varese, è percorsa da un dedalo di trincee e sentieri che uniscono tra loro postazioni per cannoni, nidi di mitragliatrici, nicchie per fucilieri, in un saliscendi che comprende due ampie e profonde grotte naturali e innumerevoli anfratti. Il Monte Orsa (984 metri) è posto a cavallo tra il lago di Varese e quello di Lugano, a pochi chilometri dal confine di Porto Ceresio. Per questa sua collocazione strategica il monte fu fortificato nell’ambito della famosa “Linea Cadorna“, l’infrastruttura difensiva voluta dall’omonimo generale che presumeva un’eventuale invasione tedesca e austriaca proveniente dalla Svizzera; la storia della cosiddetta Grande Guerra andò diversamente e la linea del fronte e dei combattimenti non interessò mai questa porzione dell’Italia settentrionale.

Le imponenti opere, all’avanguardia per i tempi, sono rimaste intatte nel corso dei decenni: il Monte Orsa ha così conservato, grazie anche ad un’opera recente di ristrutturazione, il suo formidabile apparato difensivo, costituito da gallerie, trincee, camminamenti, postazioni fortificate per artiglierie e mitragliere. La bassa quota ne permette la visita durante tutto l’anno, con l’esclusione dei giorni più caldi dell’estate, anche se nelle gallerie ben conservate si possono trovare oasi di frescura…

Il triangolo di fortificazioni

Le fortificazioni della Linea Cadorna delineano un immaginario triangolo che circonda la parte più alta del monte (m. 827 – m. 970) e che inizia a 865 metri circa d’altitudine, a destra dell’antica strada militare. Il complesso fortificato comprende resti di postazioni di guardia e mitragliere che sorvegliano la vallata di Meride. Due ingressi, chiusi da cancellata, portano al complesso in galleria delle postazioni d’artiglieria, comprendente sei camere per l’alloggiamento dei cannoni; una porticina nella roccia immette, più in alto, nel secondo complesso sotterraneo.
Risalendo a sinistra e seguendo la cresta del Monte Orsa, si percorre la lunga linea di fortificazioni in trincea che si affaccia a strapiombo sino al Monte Pravello: i tratti di parapetto sono forniti di feritoie utilizzate come punto d’osservazione o per fucilieri. Dopo le prime due sezioni si trovano numerose postazioni sotterranee, ridotte, appostamenti per cannoni, magazzini-bunker e trincee; sulla cima del Pravello, al confine elvetico, si conserva tuttora una garitta.

La semplice salita al Monte Orsa

Dal paese di Viggiù si seguono le indicazioni per Sant’Elia, attraversando stretti vicoli ed imboccando una strada, ancora asfaltata, che prosegue in salita per circa 500 m, dopodiché si prosegue salendo a piedi per circa 40 minuti fino quasi alla cima del Monte Orsa.

Appena a destra della strada, chiusa da una grata in ferro, la porta che dà accesso al complesso sotterraneo di postazioni per l’artiglieria le cui bocche da fuoco erano posizionate verso la sottostante Svizzera: interessante notare i binari metallici che servivano a fare ruotare i cannoni a seconda dell’angolo di tiro. Il tutto è ben conservato e visitabile senza alcun problema, naturalmente con delle pile per fare abbastanza luce nelle gallerie.

Tornati sui vostri passi, scendendo leggermente lungo la strada asfaltata, salite ora su uno sterrato che conduce al secondo complesso delle fortificazioni: subito dopo il portone d’accesso si nota un ingegnoso sistema di aerazione che permetteva di fare filtrare aria e luce ma non gli eventuali colpi del nemico, essendo scavato obliquamente… Dopo un lungo corridoio, le postazioni dei cannoni e in fondo, al termine di due altri più piccoli corridoi, ci sono le stanze che alloggiavano le mitragliatrici: ancora oggi si possono vedere i battenti metallici che ne chiudevano le aperture, tutte indirizzate verso Porto Ceresio e il lago di Lugano.

Verso il Monte Pravello

Seguendo il corridoio principale vi troverete dunque all’esterno: subito alla vostra sinistra un sentiero tra massi e vegetazione bassa, comunque ben visibile e tracciato, porta alla cresta che si snoda tra il Monte Orsa e il vicino Monte Pravello (1020 m.) e che potete percorrere per intero, alla scoperta di un impressionante reticolo di trincee, camminamenti, postazioni scavate nella roccia, locali sotterranei (vedi mappa). La salita è piacevole e mai faticosa, essendo il relativo dislivello ben dosato sulla lunghezza dell’intera cresta. In alcuni slarghi del camminamento, i militari scavarono delle caverne (alcune sono in parte naturali, visto che la zona presenta una grande quantità di grotte di tipo carsico) adibite sia a depositi di munizioni sia a ricoveri veri e propri per gli uomini. Dopo poco più di un’ora sbucate sulla cima del Monte Pravello, contraddistinta da una garitta, oggi abbandonata, che sorgeva proprio sul confine italo-svizzero; qui ci sono anche le grandi reti che delimitavano la frontiera fra i due stati.

Per tornare verso valle non ripercorrete la cresta ma l’ampia mulattiera che scende tranquilla a ridosso delle postazioni appena visitate, mirando alla grande antenna che svetta sul Monte Orsa.
Come detto, il complesso fortificato tra il 1916 e il 1919 non venne utilizzato durante la Prima guerra mondiale; nella Seconda venne invece “occupato” da truppe tedesche, dopo avere sfollato i paesi italiani della valle, per controllare la zona di confine. Più recentemente, qualcuno ha utilizzato al meglio camminamenti, trincee, bunker sotterranei: furono i contrabbandieri di caffè e sigarette, i famosi “spalloni”, che usarono il complesso fortificato come nascondiglio della merce nella loro lotta quotidiana contro i finanzieri italiani e svizzeri…

Non solo fortificazioni

Questo è un paradiso per gli escursionisti e per gli amanti della mountain bike. Lungo la strada si incontrano parecchi appassionati anche con la bicicletta da strada, (le pendenze raggiungono anche il 18%), qui le macchine non circolano (tranne quelle delle guardie ecologiche e della protezione civile). La fauna è rappresentata da cinghiali, cervi, capre,tassi, volpi, scoiattoli e simpaticissimi ghiri, ma sono difficili da incontrare perché se ne stanno rintanati in zone più nascoste ed escono quasi sempre di notte o nelle prime ore del mattino.

Legenda
1) RIDOTTA: piccola opera fortificata, stabile o provvisoria, eretta a scopo strategico o come punto di presidio nella sorveglianza di un territorio.
2) BUNKER: costruzione difensiva perlopiù parzialmente interrata in cemento armato con feritoie per sparare.
3) GARITTA: torretta munita di feritoie laterali, posta nei luoghi di migliore visibilità della cinta di fortificazione e destinata al servizio di sentinella.

 

 

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