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NEL BLU DIPINTO DI BLU: IL LAGO DI MERGOZZO

16 agosto 2015 •

L’abitato di Mergozzo affacciato sul lago- ©ProMergozzo

Uno zaffiro blu nel cuore della Val d’Ossola

Descrizione itinerario   100km_Icona_Bimbi_OK 

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Il più celebre dei “blu” lo ha cantato Modugno nel lontano 1958, riferendosi a un cielo visionario e a un sogno. Senza sapere che quel blu incantato poteva avere precise coordinate geografiche. È il Lago di Mergozzo, un castone blu zaffiro che scintilla all’ombra del Monte Orfano 100km_PEDIA, protetto dal verde brillante delle cime della catena del Monte Rosa.  Dello stile 100km questo laghetto ha proprio tutto: dista solo un’ora e mezza da Milano; è assai meno noto del Lago Maggiore, suo più celebre vicino; ha acque limpide per godersi una nuotata in uno dei laghi più puliti d’Italia e montagne da esplorare, a piedi o in bici, a caccia di una natura selvaggia o di storia. Insomma, una meta facile facile che accontenta tutta la famiglia, per un’indimenticabile gita d’estate, da fare in giornata, ma non solo.

Mergozzo: l’olmo a guardia del lago

Un vecchio olmo cinquecentenario accoglie dalla piazzetta centrale chi giunge a Mergozzo 100Km_Focuson. Le sue fronde ampie e il suo possente tronco cavo sorvegliano le acque del lago, facendo ombra ai pacifici tavolini dei bar, così tipici dei borghi rivieraschi dei nostri laghi. Una storia plurisecolare per un albero che è molto di più di una pianta, visto che in passato i pubblici editti avevano validità soltanto se letti sotto i suoi rami. Un tempo le acque del lago si allungavano ben oltre l’olmo e per questo la parte più antica dell’abitato si è raccolta sul Sasso, attorno alla Chiesa di Santa Elisabetta. La lunga scalinata della Scarpìa collega questa parte dell’abitato al borgo rivierasco, tra vicoli e stradine. Qui le case sono fatte con la pietra locale e sono in parte ancora abitate da quei “picasass” che lavoravano il granito di questi monti. Con il ritiro delle acque, Mergozzo si espanse occupando la piana a bordo lago. Il fulcro religioso divenne la seicentesca Parrocchiale della Beata Vergine Assunta, riedificata su un precedente edificio romanico. La cinge verso nord un armonioso porticato: si tratta di una Via Crucis composta da 13 cappelle realizzate e dipinte fra XVIII e XIX secolo, che costituisce una labile traccia di quella intensa religiosità popolare comune a molti centri del nostro arco alpino.

Il Lago che si staccò dal… Lago

Il Laghetto di Mergozzo, con un perimetro di appena 6,2km, era in realtà una propaggine del Maggiore, il Sinus Mergotianus, che si spingeva in mezzo ai monti. Fu il fiume Toce, immissario del Lago Maggiore, ad abbassare il livello delle acque del lago, portando a valle ingenti quantità di materiali alluvionali. Il lavoro secolare della natura portò così, intorno al XIV secolo, al distacco di questo piccolo bacino che, pur restando collegato al Lago Maggiore attraverso un canale non navigabile, finì per costituire un lago a sé. Nessuna imbarcazione a motore lo percorre, solo windsurf, canoe e piccole barche per la pesca sportiva: così il Lago di Mergozzo si è guadagnato la fama di uno dei laghi più tranquilli e più puliti d’Italia. E il suo borgo, Mergozzo, ha ottenuto il prestigioso riconoscimento della Bandiera Arancione del Touring, dato ai borghi più caratteristici e ospitali del nostro Paese.

Un tuffo nel blu

Con questa premessa, il Lago di Mergozzo è l’alternativa ideale per una giornata di bagni. Nonostante le dimensioni ridotte, il lago vanta ben quattro spiaggette, tutte attrezzate, dove rilassarsi al sole. La spiaggia pubblica Lido Pilastri, nella località Quartina, a breve distanza dal centro, è costituita da un ampio prato ed è servita da un punto ristoro, servizi igienici e parcheggio. È l’unica in cui si può accedere anche con il proprio cane. È la spiaggia più frequentata di Mergozzo, adatta alle famiglie e ai ragazzi che possono giocare a beach volley nel campo apposito.
La spiaggia del Portaiolo, situata nella parte sud del bacino, verso il Lago Maggiore, ha accesso libero ed è anch’essa munita di WC, punto ristoro, parcheggio. Il suo lido è una fascia di terra a prato. Da questa spiaggia si effettuano immersioni nel lago, anche in notturna.
Sul lago si trovano altre spiagge: la Continental e La Quiete, tutte private e tutte allineate sulla sponda orientale del lago, sulla strada che da Mergozzo ridiscende verso Fondotoce. Sono di pertinenza degli omonimi campeggi munite di litorali sabbiosi e attrezzate con bar servizi e parcheggio. La Continental ha anche un’area pic nic.
La spiaggia Piccolo Lago, molto curata, è invece ad accesso riservato per i clienti del ristorante Piccolo Lago.

E se il tempo peggiora? Divagazioni culturali…

Mergozzo è al centro di una zona che offre luoghi di visita per tutti i gusti, buoni se il tempo non è più da spiaggia, ma anche buoni per una gita a sé. Senza contare le località del Lago Maggiore, già fin troppo note. Per esempio, sono numerose le chiesette romaniche che impreziosiscono i borghi vicini. Oltre alla chiesetta di Santa Marta (a Mergozzo), a Bracchio si trova la Chiesa di Santa Maria della Natività e Sant’Anna, mentre nella frazione di Candoglia, sotto alla grande Cava del Duomo di Milano, si erge la Chiesa di San Graziano, eretta nell’XI secolo. Con una passeggiata panoramica che da Mergozzo conduce a Montorfano si può infine raggiungere la bella Chiesa romanica di San Giovanni Battista.

… e percorsi nella natura: il Parco della Val Grande e la Linea Cadorna

Selvaggio e bellissimo il Parco della Val Grande, a nord di Mergozzo è una delle zone più suggestive delle nostre Alpi. Il suo territorio si estende su circa 15 ettari, comprendenti la Val Grande, la Val Pogallo e parte delle Valli Intrasca, Ossola, Cannobina e Vigezzo. Dopo un intensivo sfruttamento di questi monti per il legname e per i pascoli, l’abbandono dei sentieri negli ultimi cinquant’anni ha quasi cancellato la presenza dell’uomo, così che, oggi non è infrequente avvistare camosci e marmotte e aquile reali che si librano sui castagni e sui faggi della zona. Per organizzare una passeggiata, consultare il sito del parco (vd. Informazioni pratiche).
Un percorso di interesse sia storico che paesaggistico è quello che ripercorre la Linea Cadorna, voluta dal generale L. Cadorna nel 1916-17 come difesa italiana verso la Svizzera. Un sistema di gallerie, camminamenti, trincee, postazioni che si allunga tra la bassa Ossola e il confine svizzero, ma che non fu mai utilizzato. Ben segnalato da pannelli, il percorso è una delle risorse turistiche della zona, che sarà a breve potenziato con un servizio di bike sharing, e con percorsi a dorso di asino o a cavallo. I percorsi escursionistici e ciclo-pedonali ossolani partono tutti da Verbania.

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2 Responses to NEL BLU DIPINTO DI BLU: IL LAGO DI MERGOZZO

  1. Redazione scrive:

    ciao Andrea no le spiagge sono libere solo alcune dei campeggi sono riservate. ciao. 100km

  2. Andre80 scrive:

    ma le spiagge sono a Pagamento?

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