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IL MONTE GUGLIELMO, IL GIGANTE TRA LE DUE VALLI

7 maggio 2015 •

Verso la vetta

La salita alla cima è agevole, adatta a tutta la famiglia, e dura due ore. Non ci sono pendenze particolari, si può affrontare con tutta calma. La zona fa parte di un itinerario che dura quattro giorni, “Malghe in rete” e le segnalazioni sono ottime: seguite sempre la direzione per il Guglielmo “variante facile”. I primi 40 minuti sono nel bosco, su una mulattiera sterrata che sale con qualche tornante. Betulle, querce, conifere… classico bosco da Prealpi. Quando il bosco termina la vista si apre sul lago e sulle cime sottostanti. Si continua a salire, ma la vetta non si vede ancora per un po’. La strada è spesso frequentata da ciclisti che arrivano in cima con la mountain bike, beati (e un po’ matti…) loro! Se non c’è troppo rumore dopo la prima delle tre grandi malghe, dove c’è un lago dove si abbeverano gli animali, potete facilmente avvistare le marmotte. E se non le vedete, è facile che le sentiate, con i loro fischi inconfondibili con cui si avvisano tra di loro del pericolo (che sareste voi…).

Sul Guglielmo vivono molti animali: cavalli, vacche, capre ma anche caprioli, cervi, mufloni. Per avvistare le specie selvatiche, però, ci vuole un po’ di pazienza e di fortuna. Sedetevi su una delle creste, con un binocolo, state fermi e provate ad aspettare.

Dopo la zona delle malghe, dove potete acquistare ottimi formaggi direttamente dai malghes, si vede la vetta: una cappelletta a pianta quadrata la rende inconfondibile. Prima di arrivare in cima si passa per il rifugio Almici, a 1850 metri. Da qui in un quarto d’ora raggiungete la vetta, ma prima di salire vi consigliamo di prenotare presso la signora che gestisce il rifugio un piatto di casonsei, i tipici ravioli con ripieno di carne, conditi con burro fuso e salvia, specialità di queste valli. Quando scenderete dalla cima ve li potrete gustare sui tavoli all’aperto, bis assicurato!

Salite in vetta. Se la giornata è limpida non possiamo descrivere il panorama: è troppo bello, non ci riusciamo. Ma anche se non è limpido il lago e la valle dall’altra parte si vedono lo stesso. C’è un grosso cippo a forma circolare che vi indica, in tutte le direzioni, la posizione di monti e città. Godetevi la vista, i profumi, il silenzio. Qui capirete le parole di De Stefani, con le quali abbiamo iniziato questo racconto. E, dulcis in fundo, se quando scendete non è troppo tardi, tra Marone e Iseo ci sono moltissimi spiagge o lidi pubblici ben segnalati, con acque pulite e non troppo fredde fino a fine settembre. Un bagno dopo la camminata è un piacere da non perdere.

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