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IL CASTELLO MALASPINA DI VARZI E LA VALLE STAFFORA

28 luglio 2015 •

Veduta di Varzi e della Valle Staffora - © V. Maruffi

L’Oltrepò, tra dolci colline, vigneti, borghi e castelli

Descrizione itinerario  100KM__Icona_Castelli 100km_Icona_Bimbi_OK 

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L’Oltrepò è quel lembo di terra, dorata e morbida, che si allunga oltre il grande fiume, sulle prime propaggini di un Appennino che qui è ancora lombardo. Un territorio ricco di ciliegi, meli, castagni e di vitigni pregiati. I suoi boschi folti, oggi solcati da tanti sentieri per gli amanti del trekking, nascondono storie di viandanti e pellegrini, di commercianti e di guerrieri.  E nel mezzo, incastonati come gemme, torri e castelli, a presidio di quella via tra la pianura (Padana) e il mare (Ligure) che per secoli fu la ricchezza di questi luoghi.  Vi portiamo in Valle Staffora 100km_PEDIA, nell’Oltrepò, e a Varzi, patria di un salame sopraffino, di vini pastosi e di una storia millenaria di potere e ricchezza. Partendo dal Castello Malaspina, nel cuore di Varzi, per secoli centro del potere della valle.

Varzi: una storia di commercio e di potere

Situata in una conca che lambisce il fiume, Varzi fu il centro più importante della Valle Staffora. E sebbene le antiche mura non vi siano più, il suo centro storico conserva in molti punti intatta l’atmosfera medievale. La Porta Soprana e la Porta Sottana, definivano gli ingressi al borgo nel XV secolo, racchiudendo case che, nei vivaci colori, dimostrano il legame con le cromie dei paesi liguri. La storia di Varzi si lega al ruolo di crocevia che ebbe nei secoli, alla Via del Sale e a quei Malaspina che, imponendo il passaggio dei commercianti per l’abitato, ne decretarono la fortuna e la ricchezza. Per questo il borgo fu dotato di un sistema di portici sovrapposti100Km_Focuson su ben cinque livelli, unico nel Nord Italia. Su di essi si affacciavano botteghe e magazzini, mentre i portici offrivano una protezione per la notte alle lunghe carovane di muli in transito e alle cavalcature. Il traffico di pellegrini perdurò a lungo, come dimostrano i begli Oratori barocchi dei Bianchi e dei Rossi che nel Seicento furono eretti da due Confraternite locali dedite all’assistenza ai viandanti. Tracce di Medioevo si riconoscono anche al margine dell’abitato, dove sorge la Chiesa romanica dei Cappuccini, sorta tra la fine del XII e l’inizio del XIV secolo.

Il Castello dei Malaspina

Le torri e le mura di Varzi si raccordavano al Castello dei Malaspina100Km_Focuson, oggi al centro di un importante recupero con il fine di aprirlo al pubblico. Il nucleo più antico sorse forse per opera del marchese Azzolino, che si insediò a Varzi dopo il 1275, a seguito della divisione del casato nei due rami dello Spino Secco e dello Spino Fiorito. Il Castello fu arricchito di ambienti e strutture difensive che hanno generato con il tempo un complesso agglomerato di sale e di suggestivi cortiletti. Piccole monofore, poi murate, foravano le spesse mura, denunciando la funzione difensiva del castello, riconoscibile nel corpo duecentesco e nella torre. Due ampie arcate profilate da un delicato motivo in cotto si aprivano su uno dei cortili del corpo quattrocentesco. Mentre sul lato dell’attuale piazza del paese, prospetta la semplice facciata in pietra dell’ala settecentesca con la meridiana e, oltre un vicoletto, con un bel portone dall’elaborata cornice modanata. Oltre la cancellata che dal vicolo conduce al castello si scorge un portone archiacuto quattrocentesco sovrastato dallo stemma con il ramo secco dei Malaspina.

Negli interni, ancora abitati dagli eredi, cimeli e arredi raccontano della grandezza della famiglia, a cominciare dal grande camino con lo stemma con lo spino secco e l’aquila. Sul lato nord del castello, verso il giardino, sono state recuperate la cantina a volta in pietra e la grande e bellissima ghiacciaia circolare, con l’antico ingresso dall’esterno.

E la sinistra Torre delle Streghe

Sul castello svetta la duecentesca Torre delle Streghe, che con i suoi quasi trenta metri di altezza domina le colline intorno e traguarda il Castello di Oramala, dove i Malaspina risiedevano prima di insediarsi più comodamente a Varzi. Il suo nome sinistro si lega al ruolo di prigione che la torre rivestì a lungo e in particolare a quando, nel 1460, vi furono rinchiuse 25 donne accusate di stregoneria che furono poi arse vive nella pubblica piazza.

Strade medievali: sulle tracce dei santi

Nel Medioevo, il percorso di fede e fatica della Via Francigena passava non lontano da qui, conducendo i pellegrini dall’Inghilterra a Roma, sul luogo del martirio dei Santi Pietro e Paolo. Per la Valle Staffora e per Varzi transitavano altre due importanti strade: la Via Micaelica, che congiungeva Mont Saint Michel in Bretagna a Monte Sant’Angelo sul Gargano e, soprattutto, la variante della Francigena che toccava Bobbio, luogo di sepoltura di San Colombano, uno dei santi più venerati del Medioevo. Di questo brulicare di pellegrini resta traccia nelle tante chiese 100km_PEDIA romaniche che ancora punteggiano l’Oltrepò. Sorte per offrire ricovero per il corpo e per lo spirito, documentano anche quella circolazione di idee, cultura e arte che è uno dei lasciti più significativi della Via Francigena.

La Via del Sale

Un’altra via, assai più laica, ma altrettanto cruciale per l’economia locale, ha lasciato traccia su ogni crinale e in ogni borgo della Valle Staffora: è la Via del Sale 100km_PEDIA che collegava la Pianura Padana alla costa Ligure, dove il sale abbondava. Il Castello di Oramala, la torre pentagonale di Rivanazzano, i castelli di Montalfeo, Zavattarello, Pietragravina, Romagnese, il borgo medievale di Nazzano, o le poderose mura di Bagnaria erano tutti nel Medioevo avamposti fortificati di una rete di controllo ramificata ed efficiente che supervedeva queste valli. Mentre tasse e gabelle imposte sulle merci in transito garantivano ai feudatari ricchezza e potere. Tra i signori più importanti della zona ci furono i Malaspina, la nobile e potente famiglia di origine longobarda che estendeva i propri possedimenti dall’attuale Oltrepò fino alla Lunigiana e a Massa.

Una riserva naturale tra Lombardia ed Emilia

Volendo gustare anche la rigogliosa natura della Valle Staffora, a 10 km da Varzi, salendo in direzione Penice, si può raggiungere la Riserva Naturale di Monte Alpe: 300 ettari, la maggior parte dei quali è costituita da bosco. Seguendo i sentieri della foresta, che sono ben tenuti dall’ente gestore ERSAF di Regione Lombardia, e indicati da cartelli in legno, si attraversano in poco tempo tanti ambienti differenti, ricchi di flora e fauna, tra cui anche specie rare in tutta Europa. Ad esempio partendo dalla località Tre Passi, seguendo il sentiero di Costa d’Alpe ci si addentra nella pineta, bosco artificiale sistemato dopo i grandi disboscamenti di inizio Novecento, e si incontrano i grandi formicai della Formica rufa, introdotta negli anni Cinquanta come primo esperimento di lotta biologica. Salendo leggermente il sentiero arriva proprio sotto la cima dell’Alpe (1250 m) e da qui prosegue lungo il crinale, in una zona di prati e pascoli da cui si può godere un ampissimo panorama sulla Val Tidone e la pianura e, dall’altra parte, sulla Valle Staffora e l’Appennino ligure. Nell’antichità passavano per questo crinale la Via del Sale e quella dei pellegrini diretti all’Abbazia di Bobbio. Oggi è dedicato a tutti coloro che hanno voglia di natura, montagna e aria buona: l’accesso a moto e auto è vietato e si può passeggiare a piedi, in mountain bike o a cavallo. I prati del crinale sono sede di un habitat prioritario della Rete Natura 2000 per la fioritura di molte specie erbacee e soprattutto per le orchidee selvatiche.  I sentieri sono numerosi e si possono scegliere percorsi brevi, come l’anello della Faina (1,4 km), ma anche itinerari lunghi. L’ideale è munirsi della mappa della riserva naturale oppure farsi consigliare o accompagnare dalle guide, che d’estate sono presenti nei weekend presso il centro visite situato nella casermetta della Forestale, sulla strada 461 del Penice, poco dopo la Fontana Forni. Il servizio fornito da ERSAF è gratuito per i visitatori ed è svolto dai naturalisti dello studio naturalistico Volo di Rondine. Per orari visite e attività vedere riferimenti nelle informazioni pratiche.

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One Response to IL CASTELLO MALASPINA DI VARZI E LA VALLE STAFFORA

  1. giorgio scrive:

    che dire………. bravi !!!!!!!! con questo ho detto tutto……….

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