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I FORTI DI FUENTES E MONTECCHIO NORD, TRA IL LEGNONE E IL LAGO DI COMO

8 aprile 2016 •

La batteria. Sullo sondo, il lago

Colico: forti militari, acque azzurre e una magnifica riserva naturale

Descrizione itinerario   

Mappa dei forti di ColicoDi Paolo Patanè

La Valchiavenna e la Valtellina convergono al nord del lago di Como, nei pressi di Colico. Scendendo dalle due valli, dai passi dello Spluga e dello Stelvio, dove l’Adda entra nel lago, si arriva dritti fino a Milano. La zona di Colico un punto strategico, crocevia di strade antiche, e proprio per questo sempre ben controllato e difeso. Qui sono stati costruiti, in epoche diverse, due forti militari, che si trovano a breve distanza l’uno dall’altro. Il Forte di Fuentes venne realizzato dagli spagnoli all’inizio del Seicento, temendo eventuali invasioni della Repubblica delle Tre Leghe Grigie (gli attuali Grigioni). Il Forte di Montecchio Nord fu costruito dal Regio Esercito Italiano tra il 1913 e il 1914, nel timore che gli austriaci potessero violare la neutralità della Svizzera entrando poi facilmente in Italia. Sono due luoghi suggestivi, molto interessanti, inseriti in un paesaggio molto bello, ai piedi del Monte Legnone, con viste sul lago, sui monti intorno e sul Pian di Spagna. Possono essere visitati in mezza giornata, con un unico biglietto, e poi si può passare il pomeriggio in una delle diverse spiagge di Colico o dei dintorni e, se è stagione, fare un bel bagno: una gita tra storia e svago in luoghi raggiungibili facilmente e velocemente.

Il Forte Montecchio Nord. Fa parte della Frontiera Nord (detta anche 100km_PEDIA Linea Cadorna), un complesso difensivo che nella sola Lombardia si estendeva dal Lago Maggiore allo Stelvio. La sua struttura è completamente integra: è il forte della Prima guerra mondiale meglio conservato in Europa. Il fronte della guerra non arrivò mai fino a qui. A Forte Montecchio Nord furono sparati centinaia di colpi per addestramento (colpi veri, non a salve) e il 28 aprile del 1945 i cannoni spararono alla Colonna “Mussolini”, ovvero la colonna tedesca che aveva scortato Mussolini fino a Dongo da cui poi il Duce era stato prelevato. I tedeschi dopo la resa dei gerarchi provarono a scappare ma prima del Ponte del Passo tra Domaso e Sorico vennero fermati dalle cannonante del Montecchio Nord e costretti alla resa che firmarono lo stesso giorno a Colico all’ora scomparso Hotel Isolabellla. Vi fu anche un breve scontro a fuoco nel 1945, prima della fuga dei tedeschi che lo avevano occupato. Il forte era stato costruito per controllare la zona dell’imbocco delle due valli, vie di comunicazione fondamentali. È dotato di quattro cannoni di media gittata, che potevano colpire fino a 14 chilometri di distanza. Artiglieri disposti sulle montagne soprastanti avrebbero dato indicazioni per correggere il tiro. Tutti i suoi ambienti vengono esplorati nel corso di una visita guidata: la caserma, l’armeria, la galleria blindata che conduce ai cannoni, la polveriera, la sala macchine. La parte della visita più sorprendente è sicuramente quella alla batteria corazzata, con le torri blindate dei quattro cannoni. Si tratta di cupole corazzate che potevano girare a 360 gradi. Ci si può entrare e vedere come i cannoni venivano manovrati, come veniva regolato il tiro e come venivano caricati, pronti per far fuoco. Dal forte di Montecchio di vede, a distanza di circa due chilometri, la collina dove sorgono le rovine del forte di Fuentes.

Costruito agli inizi del Seicento dagli spagnoli, il Forte di Fuentes ospitava alcune centinaia di soldati e venti pezzi di artiglieria. A differenza del forte di Montecchio fu teatro di combattimenti, soprattutto nel corso della guerra di successione franco polacca. Fu attivo militarmente per circa due secoli, fino alla sua dismissione, nel 1782 ad opera di Giuseppe II. Nel 1796, però, Napoleone decise di renderlo inoffensivo, temendo che potesse essere riutilizzato dai suoi nemici, e purtroppo inviò i suoi artificieri a distruggerlo. La visita segue un percorso ben indicato che si snoda tra i diversi ambienti del forte: la grande piazza d’armi, i resti degli alloggiamenti dei soldati, il palazzo del governatore, la grande chiesa di Santa Barbara. Nella parte nord potete vedere una grande cisterna scavata nella roccia (ma anche come magazzino), che veniva rifornita portando l’acqua dalle sorgenti del Legnone: il forte, infatti, non disponeva di una sorgente di acqua o di un pozzo. Ci sono anche otto postazioni di artiglieria, predisposte durante la Prima guerra mondiale, armate nel 1917 fino alla fine della guerra. Era un forte di grandi dimensioni e la passeggiata è molto piacevole, anche perché dai suoi diversi punti si godono viste spettacolari sulle catene di monti circostanti e sul Pian di Spagna, una riserva naturale visitabile molto interessante. È un vasto ambiente pianeggiante umido nel quale sostano o nidificano molte specie di uccelli migratori (vedi link in basso).

Dopo la visita ai forti, che può essere effettuata con un unico biglietto, vi consigliamo di scendere al lago, per godervi le numerose spiagge di Colico e dintorni. Alcune di esse sono attrezzate, altre no, ma le acque del lago sono tutte balneabili. Se è stagione potete fare un bel bagno o un giro in barca a vela, in uno dei molti centri nautici della zona, famosa tra velisti e surfisti. Alcune spiagge sono indicate nella mappa interattiva.

 

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