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I CASTELLI DI PADERNELLO E SONCINO

12 marzo 2015 •

03

Nella “bassa”, tra rogge, castelli, boschi e cavalieri, sulle due sponde dell’antico confine

Descrizione itinerario  100KM__Icona_Castelli

100KM_Mappa_Padernello_ZVi proponiamo un itinerario nella “bassa” bresciana, tra le due sponde del fiume Oglio, che si snoda in parte su strette stradine di campagna. L’ideale per una gita fuori porta in giornata, molto divertente anche per i bambini.
È una zona ancora poco battuta dai turisti e le tracce della modernità in alcuni punti sono così poche che vi sembrerà quasi di trovarvi in un’altra epoca, e di poter vedere spuntare dal folto del bosco cavalli e cavalieri.

Padernello: dall’abbandono al recupero dell’antico splendore

A guardia di un piccolo borgo medievale, isolato tra le campagne di boschi e rogge della bassa bresciana, il Castello Martinengo di Padernello, la cui presenza risulta documentata già nel Trecento, è circondato da un largo fossato pieno d’acqua. È solo la prima delle belle sorprese di questo poco noto maniero di pianura, poiché sono pochi i castelli lombardi che possono ancora mostrarsi difesi dalle acque. Ha conservato anche l’originario ponte levatoio in legno, che fungeva da ingresso carraio, isolando il castello dagli attacchi nemici quando invece veniva sollevato. Oggi si accede dal ponticello laterale, il vecchio passaggio pedonale. Si accede direttamente al rivellino, la struttura fortificata che proteggeva la porta, munita di feritoie dalle quali i soldati potevano colpire i nemici restando al riparo. Sopra di voi si eleva possente la Torre del Mastio. Era una postazione di vedetta per il controllo delle campagne circostanti, ma anche il punto più sicuro dove il castellano poteva rifugiarsi in caso di attacco nemico. Se la funzione di difesa è subito evidente, il cortile si mostra invece con la grazia e i decori di una elegante dimora signorile: quattro lati tutti diversi, tra i quali spiccano quello di fronte e quello a destra dell’ingresso. Nel cortile sono bene in vista gli stemmi delle famiglie Martinengo e Colleoni, che abitarono il castello. Al piano terra si riconoscono gli ambienti più antichi (XV secolo) e tra questi la cucina con il grande camino, mentre al piano superiore, raggiungibile dal monumentale scalone settecentesco, si visitano ambienti di epoche diverse. Proprietà dei conti Martinengo per cinque secoli, il castello passò poi alla nobile famiglia dei Salvadego, il cui stemma 100Km_Focuson, con l’”uomo selvatico” si riconosce proprio nello scalone. Il castello fu abitato fino al 1965. Dopo questa data subì un lungo abbandono che lo spogliò degli arredi e lo rese inagibile, tanto che nel 2002 ne crollò una parte. La rinascita è dovuta all’intenso lavoro di recupero, promozione e valorizzazione reso possibile dalla Fondazione Castello di Padernello (2005) e dalla passione di volontari ammirevoli animati dall’amore per il proprio territorio (www.castellodipadernello.it).

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2 Responses to I CASTELLI DI PADERNELLO E SONCINO

  1. Donatella scrive:

    milanese trapiantata nella “bassa” non ho tardato a scoprirlo!ma qui in mezzo ai campi non vi e’ solo il amato splendore, ci sono chiese……..addirittura affrescate da Tiepolo, chiesette antiche che si ergono fra il frumento, proprio come il castello. restano li silenziose ad aspettare il viandante, che da tanti secoli passa sempre e si ferma per ammirarle o dirvi una preghiera.

  2. Daniele scrive:

    Magnifico davvero Padernello. Io che abito a Brescia non lo conoscevo … Grazie!

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