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Gavi, La Santa Barbara del Forte

19 settembre 2014 •

Quando si dice l’importanza del luogo

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Forte di Gavi, l’accesso al Forte dalla mulattiera per GaviNel Settecento, nel Bastione di Mezzaluna fu ricavata una Polveriera. Fu tuttavia una scelta infelice per via della forte umidità di questa parte del Forte a cui si sopperì prima sollevando da terra i barili della polvere da sparo (sono ancora visibili gli scavi nelle pareti, dove alloggiavano le travi che reggevano questi scaffali), e poi obbligando i soldati a portare periodicamente all’esterno i barili, per farli asciugare al sole. Un lavoro che non dovette dare alla lunga buon esito, dato che il vasto ambiente fu trasformato in prigione e quindi attrezzato con un piccolo altare per la Messa, probabilmente quando l’antica chiesetta del Forte fu adibita a doccia per i prigionieri.

Forte di Gavi, l’immagine di Santa Barbara con la torre, il cannone e il fulmineE Santa Barbara cosa c’entra? Le polveriere, si sa, sono dette anche “santabarbara”, con riferimento alla santa martirizzata nel III secolo d.C. La leggenda vuole che il padre abbia punito la sua conversione al Cristianesimo dapprima richiudendola in una torre (la stessa che oggi è uno degli attributi della santa) e poi decapitandola dopo indicibili torture. Il gesto crudele non gli meritò tuttavia la gloria: un fulmine infatti lo colpì subito dopo l’assassinio. Barbara si guadagnò per questo un posto nel Martirologio come protettrice dei vigili del fuoco e di tutti coloro che hanno a che fare con le fiamme o con una morte violenta (ma anche, chissà perché, degli architetti!). E la sua immagine fu collocata a protezione dei magazzini di polvere da sparo, che diventarono per questo le “santabarbara”.

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GAVI: IL FORTE TRA I VIGNETI

 

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