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Il Ponte di San Rocco a Vimercate

10 aprile 2014 •

Come si fortifica un ponte?

100km_PEDIA

Vimercate_Ponte_S_Rocco_Focus_onUn po’ ponte e un po’ porta della città: se il Ponte di San Rocco è sopravvissuto nel tempo, dalla fondazione romana ad oggi, lo deve anche alla sua doppia natura. Per esempio, per evitare che le impetuose piene del Molgora, travolgendolo, interrompessero le comunicazioni con il contado, fu creata un’apertura (ancora visibile sopra la prima arcata sul fiume) che fungeva da sfogo per le acque. Per proteggere invece l’accesso alla città, in epoca medievale il ponte fu provvisto di due alte torri munite di feritoie. Alla sommità, una struttura a sporgere permetteva di far cadere liquidi bollenti sugli assalitori, attraverso le caditoie aperte nel pavimento. Le torri erano prive del quarto lato per permettere di rimuovere facilmente i tavolati in legno su cui si muovevano i soldati. Sono ancora visibili sul lato interno delle torri, le mensole usate come appoggio. In questo modo, rimuovendo tempestivamente i tavolati, si impediva al nemico di scendere sul ponte.

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