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La Galena Argentifera

19 gennaio 2015 •

Ma cos’è la Galena?

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La Galena è uno dei principali minerali da cui si ricava il piombo. Facile da riconoscere per la colorazione grigia lucente, quasi metallica, fu usato fin dall’antichità per vari usi: si rivestivano vasi, si facevano proiettili, o si ricavavano tubature sfruttando il fatto che questo materiale non favorisce l’insediamento di muschi. Fino all’Ottocento il piombo serviva anche per fare la biacca, un bianco particolarmente pastoso e coprente che i pittori ritenevano insostituibile. Proprio perché duttile e più volte fondibile, fu usato anche per i caratteri per la stampa.
I Romani usavano l’ossido di piombo, che nella Miniera Anna è riconoscibile sotto forma di macchie rossastre, per rendere il vino di gusto più gradevole e per questo lo chiamavano Zucchero di Piombo. Ignoravano la sua alta tossicità, capace di provocare varie gravi patologie e anche una forma di demenza (Saturnismo), che secondo alcuni storici sarebbe stata proprio una delle ragioni della decadenza dell’Impero Romano. Ancora adesso, le otturazioni ai denti realizzate in piombo possono provocare seri problemi di intossicazione.
La Blenda invece, che nel Lecchese si cavava nella Miniera Sottocavallo, è uno dei minerali più abbondanti in natura da cui si può ricavare lo zinco. Spesso presente insieme alla Galena, deriva il nome scientifico di Sfalerite da un termine greco che vuol dire “ingannevole”, poiché, pur somigliando molto alla Galena, vicino alla quale si trova in natura, a differenza di questa non fornisce il piombo.

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PIANI RESINELLI DI SOTTO E DI SOPRA: LA MINIERA NEL FAGGETO

 

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