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Il castello di Brescia, una macchina da guerra perfetta

8 aprile 2014 •

Sedici secoli di storia, dai Celti ai nazisti

100Km_Focuson Il primo insediamento sulla cima del colle risale ai Celti, che vi costruirono un tempio, in seguito modificato e ampliato dai Romani. La struttura del castello come lo vediamo oggi ha la sua origine nel XIII secolo. Con il passaggio della città di Brescia dai Visconti di Milano ai Veneziani, avvenuto nel 1426, l’edificio subì profonde modifiche. Si erano diffuse le armi da fuoco e negli assedi venivano usate bombarde e grossi cannoni. I loro pesanti proiettili mandavano in frantumi le torri quadrate, mentre erano molto meno efficaci sulle superfici tondeggianti, sulle quali tendevano a scivolare via. Il castello venne quindi dotato in breve tempo delle torri circolari che vediamo ancor oggi, che sostituirono le precedenti di epoca viscontea.
Quando il confine tra Milano e Venezia si spostò sull’Adda, verso Bergamo, il castello perse la sua funzione difensiva. Nei secoli successivi venne usato come quartier generale e carcere da Francesi e Austriaci e fu teatro di scontri durante i moti risorgimentali. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale i nazisti vi insediarono truppe e impianti di trasmissioni radio e lo utilizzarono come carcere e luogo di torture e fucilazioni. Ancor oggi sono ben leggibili, sui muri delle torri-celle, le drammatiche scritte incise dai prigionieri.
100Km_Arrow_Back NEI SOTTERRANEI DEL CASTELLO DI BRESCIA

 

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