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Fino al 27: vini e storie a La Terra Trema, Gastronomia, ovvero cultura, a Milano

26 novembre 2016 •

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Cominciò con Veronelli nel 2003 che, da guru del settore, riconobbe in questa Fiera non solo il valore di una rassegna che raccontava i vignaiolimigliori e più conosciuti, e quelli, anche migliori, ma non ancora conosciuti”, ma che riconobbe in “La Terra Trema. Fiera feroce. Vini, cibi, cultura materiale” soprattutto una “festa alla vita.

E’ questo lo spirito con cui si svolge questa Festa-Fiera contadina, che, contrariamente a tutte le altre, è “realizzata in assoluta autogestione, senza sponsor, né patrocini. Un progetto-evento in grado di dare ogni anno una piccola, ma determinante scossa, al mondo del vino e dell’agricoltura“. E non è un caso che la Festa sia allestita al Leoncavallo, l’ormai storico centro sociale spesso demonizzato, in realtà luogo di partecipazione ideale di un evento non mosso da alcun interesse privato. Un modo per raccontare, come si legge nella presentazione della manifestazione, “di gastronomie ordite come azioni culturali. Di contadini che coltivano cultura” e che così creano “nuove forme di cura dell’ambiente e del territorio“, perchè è “nella cucina (in quella quotidiana, anche e soprattutto) che si distinguono le mille tracce dei nostri tempi: le contaminazioni, i nomadismi del cibo e delle persone, i cambiamenti economici e sociali, le mutazioni del territorio“.

Per tre giorni, dal 25 al 27 novembre in via Watteau a Milano (zona Greco), si potranno degustare vini e prodotti provenienti da tutta Italia e ascoltare le storie, talvolta anche eroiche, di microproduttori (in buona parte sono aziende familiari in cui lavorano 2 o 3 persone!) che nella terra ci hanno creduto. Che alla terra sono tornati (da Milanesi!), come i tre ragazzi della Cascina Buia, nel Tortonese, con la loro Barbera e le loro tome di formaggio: poche bottiglie, ma un’anima contadina e un’ “urgenza” amorevole di vivere la campagna. Che raccontano della loro mucca e delle loro capre come fossero parte della famiglia e che sorridendo raccontano di aver fatto un patto con i migratori che sorvolano la loro terra: “agli uccelli un paio di filari di… Cabernet (di cui, dicono, sarebbero ghiotti!), a noi quelli della Barbera”.

C’è la storia di Lorenza, che con suo padre coltiva una piccola vigna di uve Montepulciano da cui produce il Cerasuolo. Microazienda abruzzese (Ludovico) che, recuperando quella tradizione contadina propria di questa valle, resta tenacemente fiera delle proprie radici e parla di etica del lavoro, affermando che “la ricchezza sta negli interstizi… nel dettaglio… nel contenuto… non nella forma e nella quantità (anzi aumentando quest’ultima, in forma inversamente proporzionale, si riduce la prima!)”. Lorenza che per spiegare il suo vino racconta del vento del mare e dei monti che circondano la vigna, e del dialetto ancora usato nella sua terra e delle origini grecoromane del linguaggio delle vigne.

C’è il Cabernet dell’azienda Villa Chiarini Wulf, nel viterbese, con Thomas che per parlarci della “sua” terra e di come l’abbia scelta, preferendola a quella germanica delle sue origini, cita il viaggio in Italia di Goethe.

C’è il vino siciliano del Bosco Falconeria, che da oltre trent’anni produce vino biologico. C’è la passione per il vino con “intrusioni” poetiche di Gisa, la moglie del proprietario dell’azienda campana Mirabella che, mescendo Falanghina, racconta con orgoglio e con gli occhi che le sorridono del suo vino e della “sua” terra. E per farlo lo descrive con le parole di Mario Soldati: “Il vino è la poesia della Terra“.

DOVE: Leoncavallo, via Watteau 7, Milano (zona Greco)

QUANDO: dal 25 al 27 novembre 2016. Degustazioni, concerti, incontri. Sabato dalle 15 alle 22 (ma i concerti vanno avanti fino alle 3); domenica dalle 13 alle 20. Possibilità di pasto completo preparato dalla cucina con prodotti delle aziende presenti (15€ circa)

COME: all’ingresso (a pagamento: 10€) si riceve un calice con cui, di stand in stand si può degustare. Ci sono anche degustazioni guidate e stand di prodotti tipici, dove è possibile anche mangiare

LINKwww.laterratrema.org

 

 

 

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