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Farmacie da viaggio tra Seicento e Ottocento a Vercelli

25 gennaio 2017 •

farcmacie da viaggio

Farmacie da viaggio e testi medici tra XVII e XIX secolo”, una mostra in collaborazione con il Museo della Farmacia “Picciola” di Vercelli che, in anteprima assoluta, affianca un’inedita collezione di cassette farmaceutiche da viaggio comprese tra la fine del Seicento e gli inizi del secolo scorso, astucci e confezioni contenenti serie ancora intatte e complete di strumenti e ferri che permettono di ripercorrere la storia della medicina e della chirurgia in età moderna e ancora una selezione di testi medici e farmaceutici tra i quali preziosi Incunaboli e Cinquecentine, ricette e ricettari, provenienti  dalla ricca biblioteca di Camillo Leone.

È infatti a partire dal Cinquecento, con l’ampliarsi delle rotte navali e terrestri in seguito alle grandi scoperte geografiche e all’espandersi dei confini (anche culturali) dell’umanità, che le cassette farmaceutiche accompagnano gli uomini seguendoli nei loro spostamenti, a bordo di una carrozza o di una nave, dove, affrontando le rotte oceaniche o terrestri in viaggi interminabili, esse diventano spesso l’unica possibilità di cura se non di sopravvivenza.

I pezzi in esposizione, tra cui anche rare cassette omeopatiche e veterinarie, sono in molti casi vere e proprie opere d’arte, spesso costruite con legni pregiati e tutte comunque complete o quasi dei medicamenti originari (pillole, polveri, unguenti) che ritroviamo ancora conservati, nonostante il trascorrere dei secoli, nei contenitori di metallo o vetro all’interno dei quali la sapiente mano del farmacista li dosò secoli or sono. Questo “sapere portatile” è oggi affascinante estetica e allo stesso tempo storica testimonianza dell’evoluzione medica e dei costumi sociali in età moderna.

Come detto la biblioteca del notaio Leone fornirà il solito determinante apporto bibliografico grazie, questa volta, all’esposizione di testi medici e farmaceutici a stampa e manoscritti, provenienti tanto dalla raccolta di Cinquecentine e Incunaboli di Camillo Leone quanto dal fondo librario che egli ereditò dallo zio paterno Amedeo, celebre medico nonché protagonista della vita sociale e politica della Vercelli del primo Ottocento. Fu infatti soprattutto grazie alle ingenti sostanze che ricevette dallo zio che Leone poté dedicarsi all’attività di collezionista e filantropo.

 

La mostra al Museo Leone sarà visitabile fino al 5 febbraio da Martedì a Venerdì dalle 15 alle 17.30., il Sabato e la Domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.

Per informazioni: tel 0161 253204, 3483272584 oppure scrivendo a: didattica@museoleone.it

Museo Leone, via Verdi 30, Vercelli

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