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Diana, la regina del Liberty

18 luglio 2017 •

Perché ci piace

Perché è la regina della zona del meraviglioso Liberty milanese. Perché qui si può prendere uno degli aperitivi più chic di Milano. Perché ha una lunga storia da raccontare, che inizia molto prima della costruzione del famoso albergo. Perché, quando è stagione, dietro di lei fiorisce il glicine più bello della città.

Come arrivarci

Sheraton Diana Majestic
Viale Piave, 42
Orari: 10,30-01
Accesso: MM 1 Porta Venezia; Tram 9

 

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Il giardino invisibile tra i palazzi

Se nel centro di Milano è facile trovare dietro un portone qualche bel cortile, meno visibili sono invece i giardini dei palazzi, spesso soffocati da costruzioni o protetti da impenetrabili cancelli. Nella zona di Porta Venezia, poco lontano da quel grande parco pubblico che sono i Giardini Montanelli, se ne nasconde uno davvero segreto.

L’ingresso è quello dell’Hotel Diana, al numero 42 della trafficata viale Piave, da dove, oltrepassata la reception, si può accedere liberamente al dehors dell’hotel. Dalla grande vetrata semicircolare verso cui si rivolge il bar dell’albergo già si intuisce la meraviglia del folto giardino, al centro del quale, con sfrontata fierezza, una statua di Diana si mostra nel mezzo di un piccolo specchio d’acqua.

La statua della dea protettrice delle fonti e dei boschi ornava l’ingresso della prima piscina pubblica di Milano, aperta qui nel 1842 in una zona verdissima, subito fuori dai Bastioni di Porta Orientale (attuale piazza Oberdan). Quasi per gioco, “I Bagni di Diana”, come fu battezzata la piscina in onore della dea, non erano accessibili alle donne, ma soltanto agli uomini, che avevano a disposizione un’enorme piscina, trampolini, cabine e una balconata da dove osservare i bagnanti. Le acque provenivano dalla Roggia Gerenzana, che scorreva poco distante e derivava dal vicino Naviglio della Martesana.

La vasca fu coperta definitivamente nel 1908, quando al suo posto l’architetto A. Manfredini progettò, secondo la moda francese in voga al momento, un luogo di svago e intrattenimento che ebbe subito grande successo. Il nuovo Kursaal Diana comprendeva un ristorante, una sala da ballo, un moderno hotel dotato di luce elettrica, camere con bagno, telefono ai piani e ascensore doppio, per il trasporto separato di ospiti e bagagli. Vi si aggiunse uno sferisterio per il gioco della pelota, poi convertito in una nuovissima pista di pattinaggio.

A questo gioioso centro di divertimento si ispirarono anche i decori Liberty dell’edificio: fiori di papavero capaci di provocare l’oblio dei sensi. Il Kursaal, cui Mussolini diede in seguito il nome italiano di Diana Maestoso, divenne famoso per l’attentato del 1921 che devastò il grande Teatro che ora chiude il giardino su un lato, seminascosto dalle fronde generose di uno spettacolare e profumato glicine.

100kmdamilano.it per Milano insolita e segreta, Edizioni Jonglez

 

 

 

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