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CHIESETTE DI CAMPAGNA NEL BASSO VARESOTTO

25 gennaio 2017 •

Il magnifico affresco con la Madonna della Misericordia, in Santa Maria Inziata a Cislago (© Pro Loco Cislago)

A spasso per campi e fontanili scovando piccoli gioielli di arte e cultura

Descrizione itinerario  

Chiesette_mappa

Di Paola Piovesana

Un itinerario insolito per conoscere i tesori “minori” del patrimonio artistico lombardo si snoda lungo l’asse della Statale Varesina, partendo da Saronno, là dove confinano tre province, Milano, Varese e Como, e dove si può arrivare comodamente da ogni direzione con l’autostrada A9 Como-Chiasso.

Il nostro itinerario si snoda tra Gerenzano, Uboldo e Turate e Cislago. Qui è facile incappare in piccole chiesette, spesso inglobate in cascine o complessi rurali, che sono la concreta testimonianza di una fede popolare viva e della storia del territorio, legate a doppio filo con la pratica dei lavori agricoli, che in passato erano la principale fonte di sostentamento per le popolazioni locali. La loro diffusione e la cura con cui furono compiute offrono anche un interessante spaccato sulle dinamiche sociali, poiché sovente sono opera di proprietari terrieri nobili e facoltosi che, facendosi ritrarre con la propria famiglia, rendevano omaggio alla Curia o a qualche immagine sacra ivi contenuta.

Natura e arte a Gerenzano: San Giacomo, un leonardesco e un Fontanile

L’Oratorio di San Giacomo si trova nell’omonima via in una zona semiperiferica del paese, subito raggiungibile dalla Statale Varesina, imboccando la rotatoria a sinistra appena fuori dall’uscita autostradale di Saronno. L’edificio peraltro si trova a ridosso di un luogo molto suggestivo dal punto di vista naturalistico: il Fontanile, fenomeno naturale tipico del territorio lombardo, che vede affiorare per pressione dalla falda delle piccole sorgive naturali e crea brevi corsi d’acqua o piccoli laghetti circondati da una ricca vegetazione autoctona. Qui si trova anche un piccolo parchetto con giochi, con un’area ristoro ideale per un picnic e lo svago dei bambini. Nessun problema di parcheggio.

L’edificio, che sembra risalire al XVI secolo, fu voluto da un possidente locale, Giacomo Fagnani, ed è addossato a una cascina (oggi abitazione privata) probabilmente ancora precedente. La chiesetta è affiancata dal piccolo campanile trecentesco dell’edificio preesistente e presenta una facciata semplice, con rosone centrale e piccolo protiro. Un efficace restauro conservativo degli anni Novanta ne ha valorizzato sia gli elementi architettonici, sia i decori all’interno, tanto che oggi, dopo periodi di trascuratezza e interventi maldestri di manutenzione, la piccola chiesa è stata riconosciuta “monumento di interesse nazionale”.

L’interno, sia sulle pareti che sul soffitto con piccole volte pensili, è decorato con motivi floreali e figure religiose realizzati dal pittore leonardesco Marco D’Oggiono. Ma certamente l’opera più suggestiva è la Pala di San Giacomo, dipinto attribuito a Giovanni Agostino da Lodi detto il Boccaccino, importante pittore lombardo che, nel secondo decennio del Cinquecento, vi ritrae la Madonna con Bambino attorniata dal Battista (con l’Agnello) e dai santi Pietro (con le chiavi), Giacomo e Paolo che con la spada in mano volge lo sguardo all’osservatore. Parrocchia e Pro loco locale si sono presi a cuore la tutela e valorizzazione del piccolo gioiello organizzando periodicamente visite guidate e appuntamenti liturgici, e proprio il vicino fontanile nel mese di maggio è la meta di una suggestiva processione con l’adorazione di una piccola statuetta di Maria.

Quattro santi intorno a Maria: a Uboldo, la chiesetta di Santa Maria a Cascina Soccorso

Lasciandosi l’Oratorio di San Giacomo alla spalle, voltando a sinistra si raggiunge la periferia del paese che confina con Uboldo. Proseguendo a sinistra, superato il ponte della ferrovia, si raggiunge svoltando a destra la Cascina Soccorso, un’antica grangia abitata un tempo da una comunità monastica di Agostiniani che introdusse in queste zone le marcite. Anche qui si erge una piccola chiesetta cinquecentesca, dedicata a Santa Maria del Soccorso, che fu importante luogo di devozione per la popolazione locale. Oggi la chiesa è di proprietà privata e non è aperta al pubblico salvo che per alcune manifestazioni culturali. Ma è comunque celebre per il bell’affresco datato 1507 che orna l’abside, dove compaiono San Cristoforo, con in spalla Gesù infante, i Santi Rocco e Sebastiano, di frequente raffigurati nelle chiese del primo Cinquecento come protettori in tempo di peste, come anche Sant’Antonio che vi compare con la campanella in mano. Al centro una dolcissima Madonna in trono che allatta il Bambino e ai suoi piedi, inginocchiato, il nobile Antonio Crivelli, signore di Uboldo, committente dell’affresco. L’autore cinquecentesco è un tal Bernardino, di non certa identità, come si legge alla piedi della Vergine: l’ipotesi che si tratti del Luini, importante pittore del primo Cinquecento, non mette però d’accordo gli storici. La volta sopra l’altare presenta un intenso affresco di Dio Padre, canuto, circondato da raggi con in mano un globo che risulta suddiviso in tre parti: un’insolita iconografia medievale che rappresenta le tre parti del mondo all’epoca note: Europa, Africa, Asia.  Le pareti invece sono ricoperte di semplice intonaco con evidenti danni provocati dall’umidità.

La Madonna Bambina di Turate

Tornando sulla Varesina, si procede oltrepassando l’abitato di Gerenzano verso Turate, sconfinando in provincia di Como giusto il tempo per raggiungere, in frazione Santa Maria, una piccola chiesetta ancora utilizzata per celebrazioni e ricorrenze. Si tratta del Santuario della Madonna in Campagna. La località si raggiunge imboccando il cavalcavia sulla destra, fino alla zona cimitero e poi girando a sinistra.
Preceduto da un ampio porticato e sormontato dal bel campanile, il Santuario è databile tra il XIV e il XVI secolo, ma con tracce di una precedente edificazione di due piccoli edifici, poi abbattuti. A questi rimanda un affresco mariano, conservato oggi in una cappella laterale. Nel presbiterio la presenza di dipinti che raffigurano Maria Bambina, documenta un soggetto di devozione locale diffuso fin dal Seicento.

Cislago: Santa Maria Inziata o della Neve

Da Turate percorrendo nuovamente la Varesina si raggiunge il paese successivo, Cislago, in territorio ancora varesino, dove possiamo trovare tre chiesette di particolare interesse. La prima, la Chiesetta di Santa Maria Inziata o della Neve, si trova poco lontano dalla località Massina, sulla strada locale (via Santa Maria) che conduce al nucleo principale del paese. Si può raggiungere deviando a sinistra al semaforo che precede da Turate il paese. La titolazione prende spunto da una nicchia della chiesa dedicata a Santa Maria della Neve, riferita a un evento miracoloso avvenuto a Roma il 5 agosto del 352, quando cadde miracolosamente la neve nella Basilica di Santa Maria Maggiore. Ma è il termine “inziata” che incuriosisce di più e che rimanda alla voce dialettale “insci” che significa “incinta” e che si riferisce all’effige della Madonna in attesa presente dell’interno.

L’edificio si trova a ridosso di una corte rurale risalente, pare, già al XV secolo, ed è preceduta da un praticello che ne accentua il senso di raccoglimento. Particolarmente cara alla popolazione, è stata oggetto di recenti interventi di recupero che hanno riportato alla luce, sotto intonaci posteriori, affreschi con soggetti naturalistici e con le storie di Gesù e Maria, in parte ricondotti a Giangiacomo Lampugnani. Bellissima la Madonna della Misericordia (1575), con il manto sollevato da due Domenicani, a protezione di nobili e religiosi che furono protagonisti della battaglia di Lepanto contro i mussulmani.
Oggi la piccola chiesa viene aperta occasionalmente per funzioni, concerti o visite guidate, ma vale senz’altro la visita per il prezioso e ricco ciclo di affreschi dell’interno. La rinascita della chiesetta, dopo lungo abbandono, spetta ai Castelbarco, i nobili locali proprietari anche del bel Castello Visconti Castelbarco 100km_PEDIA che domina l’abitato, che a metà dell’Ottocento ne avviarono una prima trasformazione. Si dovette però attendere l’alba del nuovo millennio per vedere la chiesetta tornare al suo splendore. Nel periodo estivo, ogni prima domenica del mese da marzo a novembre si effettuano visite guidate con la Pro Loco (vd. Informazioni Pratiche).

Cislago: sacri mattoni privati, nella Chiesetta dell’Annunciata

Sempre a Cislago, nella piazza principale, nelle adiacenze del Castello si erge la piccola Chiesetta dell’Annunciata, cappella privata della nobile famiglia Castelbarco Albani, utilizzata oggi solo occasionalmente per manifestazioni e ricorrenze pubbliche. L’edificio, in mattoni, risale alla fine del Trecento con elementi tardogotici, ma potrebbe avere origini ben più lontane. Un tempo la chiesa era lambita dal torrente Bozzente, deviato nel XX secolo per preservare il centro abitato dalla ricorrenti piene.

Cislago: La Madonna dei… soldati, nella Cascina Visconta

Uscendo dal centro di Cislago dalla piazza verso sinistra si imbocca la SP 19 verso Gorla Minore; superati il cimitero e la zona industriale, dopo circa 500 metri ci si imbatte tra i campi nei resti di Cascina Visconta, un vecchio insediamento rurale (oggi in rovina) anticipato però da una suggestiva chiesetta che al contrario è ben conservata, grazie all’attenzione della Parrocchia e di associazioni locali. La Chiesa di Nostra Signora del Sacro Cuore fu edificata all’inizio del Novecento ed è cara alla cittadinanza poichè durante l’ultima guerra mondiale le mamme e le fidanzate dei soldati al fronte vi portavano le foto dei propri cari e vi si raccoglievano in preghiera per chiedere protezione alla Madonna. La chiesetta è circondata da una boscaglia autoctona con robinie, roveri e castagni e un sottobosco fiorito di viole e mughetti che tra maggio e giugno (nel 2017, la festa è il 4 giugno), quando viene celebrata la festa annuale con la visita e la recita dei vespri, contribuisce a rendere l’atmosfera agreste e festosa.

Gorla Minore: Santuario della Madonna dell’Albero

Tra Cislago e Gorla Minore si trova l’accesso in Valle Olona, ma se si vuol completare questa suggestiva escursione tra chiesette campestri non resta che proseguire sulla SP 19 solo per circa 2 chilometri ancora per incontrare, ben prima del centro abitato, un altro piccolo gioiello testimone della devozione locale, il Santuario della Madonna dell’Albero, in località Prospiano. Il primo nucleo del Santuario ha origini quattrocentesche (Santa Maria in Arbore) ed è protagonista ogni anno in settembre di una festa tradizionale per la fine dell’estate. E’ un frate l’artista locale a cui vengono attribuiti gli affreschi delle pareti. Successive testimonianze scritte riportano, nel 1603, la disposizione del cardinale Federico Borromeo di affidare due mazzi di chiavi del piccolo tempietto al curato della parrocchia e alla nobiltà locale, probabile committente originario della edificazione del Santuario, come omaggio alla Vergine.

E’ tempo di giocare, correre e osservare gli animali!

Dopo una scorpacciata di cultura, ci sta anche una bella sgambata per i più piccoli nel vicino Parco degli Aironi a Gerenzano 100km_PEDIA, in via Inglesina, oasi naturale per giocare e vedere da vicino daini, coniglietti, cigni, cavalli, pesci, bue e asinello e per i più fortunati, anche gli aironi. La struttura è dotata di giochi, punto ristoro, torretta di birdwathching, campi da tennis a libero accesso, area grigliate e percorso ginnico guidato oltre che un suggestivo laghetto.

E se guardate all’orizzonte, lungo la Varesina vedrete a est la catena delle Prealpi lecchesi con Grigna, Grignetta e Resegone, a nord ovest il massiccio del Monte Rosa e a nord, dritto davanti a voi, le Prealpi varesine.
Non resta che partire!

a cura di Paola Piovesana

 

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2 Responses to CHIESETTE DI CAMPAGNA NEL BASSO VARESOTTO

  1. Redazione scrive:

    grazie del prezioso commento. 100km

  2. chiara scrive:

    oggi sabato 11 novembre visto la bellissima giornata abbiamo deciso di provare a fare questo itinerario cominciando dal Santuario della Madonna dell’albero che siamo riusciti a vedere grazie al cartello appeso al cancello con i rifti del Sig. Bruno il quale è arrivato subito ad aprirci la chiesetta; abbiamo trovato le altre Chiesette chiuse ma segnalate, siamo stati fortunati con il santuario della Madonna in Campagna aperta in quanto poco prima del nostro ingresso c’era stato un funerale ma quello che ci ha molto stupito è che l’Oratorio di San Giacomo a Gerenzano non solo era chiuso ma non abbiamo visto nessun cartello che lo segnalava! E’ un vero peccato che un Monumento Nazionale venga trattato in questo modo!

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