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CASTELLI DEL CREMONESE: LE SONTUOSE DELIZIE DELLA BASSA

19 febbraio 2016 •

 San Giovanni in Croce: la villa della dama con l’ermellino

Proprio a quella Cecilia Gallerani100Km_Focusonche fu la favorita di Ludovico il Moro, rimanda la prossima tappa: la Villa Medici del Vascello a San Giovanni in Croce. Estromessa dal Castello Sforzesco dove risiedeva, in seguito all’arrivo di Beatrice d’Este, novella sposa del duca, la Gallerani fu confinata nel cremonese, dandola in moglie a Ludovico Carminati, signore di San Giovanni in Croce. E qui la nobildonna radunò un cenacolo di artisti e intellettuali tra cui spicca Matteo Bandello.

Alla dimora si arriva reimmettendosi, dopo il Castello di San Lorenzo, nella SS 10 e proseguendo per circa 3 chilometri, fino all’incrocio con la Strada Statale Asolana (SS 343). La villa imponente vi apparirà sulla destra, entrando nel paese.

Il nome attuale è quello degli ultimi proprietari (Medici del Vascello), dai quali la proprietà fu acquistata dal Comune. Oggetto di un imponente restauro che a fine maggio 2014 ne ha riconsegnato parte degli interni al pubblico, la villa e il suo parco sono visitabili, contattando il Comune (100Km_Phone 0375.310279).

L’impatto dell’edificio è davvero scenografico, isolato com’è nel verde. La base a scarpa, le torrette d’angolo e la torre centrale con i merli a coda di rondine (ghibellini) rimandano a un uso difensivo, quando il paese, al crocevia di importanti assi viari tra Cremona e Mantova, era conteso fra Milano e i Veneziani (XV sec.). Ma l’elegante loggia a serliane e la bella scalinata che scende nel retrostante giardino rimandano all’intervento dei marchesi Soresina Vidoni che la trasformarono in villa. Il grande parco all’inglese (105.000 metri quadrati) fu creato all’inizio dell’Ottocento, inserendo tra le essenze pregiate il lago, le rovine goticheggianti, un padiglione giapponese, la capanna olandese e persino una pagoda cinese, secondo il gusto romantico del tempo.Villa Mina della Scala: per concludere in bellezza

Ultima tappa di un itinerario tutto monumentale, il Castello Mina della Scala è un’altra di quelle sorprese che non ci si aspetta! Con un senso dell’ospitalità tutto nostrano, i proprietari aprono le porte alle visite (su prenotazione 100Km_Phone 393 9864630), di questa dimora che mescola ancora una volta alla necessità di controllo sul territorio quella di sede di rappresentanza e di soggiorno estivo. Non stupiscano le sue torrette basse: in mezzo alla piatta campagna dei dintorni, offrivano comunque un punto di osservazione rilevato. La dimora sorse per volere del conte Ludovico Schizzi nel 1596, su progetto degli architetti Francesco e Giuseppe Dattaro. Ricostruita nel 1657 e ampliata nel Settecento, la villa conserva all’interno numerose sale con affreschi di soggetto mitologico.

Voltido, un frammento di “Novecento”

Per una piccola deviazione cinematografica, sulla via del ritorno potete deviare dalla Strada Asolana tra San Giovanni in Croce e Piadena e raggiungere Voltido. Qui si trova la Cascina nella quale fu girata la scena della festa campagnola del film di Bernardo Bertolucci “Novecento” (1976), dedicato al racconto della vita nelle campagne della Bassa all’inizio del secolo.

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