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CASTELLI DEL CREMONESE: LE SONTUOSE DELIZIE DELLA BASSA

19 febbraio 2016 •

Villa Sommi Picenardi, la fronte neoclassica

Campagna con intermezzo d’arte (e di sapori)

Descrizione itinerario   

Che lo si guardi per i suoi cibi o che lo si guardi per la sua arte, il cremonese è ancora troppo poco conosciuto. Salumi, mostarda, tortelli di zucca o torrone e, immancabili, i violini: “luoghi comuni” di una terra nota quasi più per ciò che produce che per i suoi tesori d’arte. E infatti se Cremona è famosa per il Duomo, il bel Torrazzo o il recentissimo Museo del Violino, la campagna appare, nell’immaginario comune, quasi soltanto come una quieta landa, fatta di campi di granturco e cascine, lontanissima da Milano.

E invece no! Non solo non è così lontana, ma di meraviglie segrete, disseminate tra quei campi, se ne nascondono davvero tante.

Il nostro itinerario esplora un coriandolo di terra, poco a est di Cremona, dove in trenta chilometri si concentra un inaspettato numero di ville e castelli: due da vedere lungo la strada e altri tre visitabili. È una meta da spendere come gita in giornata (ce ne vuole una intera) e degna anche di ritornarci, non fosse altro che per ossigenarsi l’anima cittadina con i ritmi quieti e con la cordialità inattesa della sua gente.

È per questo che ci piace raccontarvela.

Il punto di partenza dell’itinerario è Cicognolo, piccolo comune di antica fondazione romana, sorto in una conca dell’Adda. Era una terra di paludi, e questo forse giustifica l’ipotesi di un nome che rimanda alla presenza di cicogne, anche se più probabilmente si lega alla famiglia dei Cicogna, feudatari di queste terre. La ricchezza del borgo si percepisce già entrando nell’abitato dalla SS 10: alcuni palazzotti signorili testimoniano le lunghe contese avvenute fino al XIX secolo fra i grandi proprietari terrieri della zona. I loro nomi riecheggiano un po’ dappertutto da queste parti: Sommi, Maggi, Soresina Vidoni, Pallavicino Clavello. E Manfredi, la famiglia a cui si deve il Castello di Cicognolo100Km_Focusonche appare imponente di fronte alla chiesa. I suoi merli, la sua mole massiccia impreziosita da eleganti ma semplici decori in mattoni e la sua torre fanno capolino tra il verde fitto del parco che lo circonda. Un fossato, placido come appare il ritmo della vita da queste parti, protegge il riserbo di una residenza ancora privata.

Non visitabile, ma certamente godibile come introduzione a questo itinerario.

Indugiate un poco attorno al castello: all’angolo tra via Marconi e via Trento e Trieste, un portone sovrastato da una testa leonina immette in un bel porticato a colonne corinzie, oltre il quale si scorge il parco. Proseguendo lungo il fossato vedrete il portico dal lato del castello, ornato dal ricamo aguzzo in mattoni che incornicia le volte. La torre principale appare seguendo a destra il fossato, fino alla cascina storica che confina con il parco.

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