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Bianco Natale: quando c’era la neve in Galleria a Milano

24 dicembre 2015 •

In mezzo ai preparativi per la festa, ci piace segnalarvi qualche piccola meta per accompagnare, se non il Natale, almeno l’inverno da poco iniziato.

Cominciamo con le Gallerie d’Italia, il Museo bellissimo che BancaIntesa ha aperto nella sede di rappresentanza di piazza Scala a Milano. Museo che ci piace moltissimo, sia per il contenitore (lo splendido palazzo che Luca Beltrami eresse come “dimora” per la Banca Commerciale Italiana), sia per il contenuto (soprattutto nella Sezione dell’Ottocento le opere che sono esposte, da Canova, ad Hayez, a Migliara, a Induno, a Boccioni e Previati, compongono una delle collezioni più spettacolari di Milano!).

Nel settecentesco e bellissimo Palazzo Anguissola che accoglie parte della Sezione Ottocento, al primo piano sono esposti dipinti che raccontano una Milano che non si vede più, quella dei Navigli (ma lo sapete quanti ce n’erano?). Quella sempre affascinante del Duomo quando ancora la piazza non c’era, e di tanti monumenti che è un gioco riconoscere.

C’è la Ca’ Granda ma anche la chiesa del Fopponino, Santa Maria della Pace e Santo Stefano in Borgogna (poi demolita) e c’è persino l’edificio dei vecchi Grandi Magazzini Aux Villes d’Italie (la futura Rinascente), prima che un incendio li incenerisse!

In particolare, per restare in tema invernale, c’è un dipinto di Angelo Inganni del 1874, che raffigura la piazza della Scala vista dall’arcone della Galleria. Fin qui tutto regolare… Che c’è di strano? C’è la neve!

E c’è che la Galleria non era ancora ultimata: lo sarà solo qualche anno dopo.

E c’è che anche la piazza era una novità non ancora conclusa: avevano cominciato ad aprirla nel 1857, liberandola dalle case che la occludevano e che, nella “nuova” Milano postunitaria non davano respiro alla neonata sede comunale di Palazzo Marino. Mai il Piermarini avrebbe pensato che qualcuno potesse ammirare la “sua” Scala dal davanti! E se volete vedere com’era la… piazza prima della piazza, fate un salto nel Museo della Scala, dove è esposto un altro dipinto di Inganni. Oppure, più semplicemente, godetevi un cappuccino nello storico caffè Cova di via Montenapoleone che ha lo stesso dipinto raffigurato sulle sue tazze!

La statua di Leonardo era appena stata collocata, e si capisce quindi perchè mancano gli alberi intorno. I Milanesi l’avevano prontamente ribattezzata “un liter in quater“, alludendo ai quattro allievi intorno, che non bastavano per fare il genio del maestro Leonardo posto al centro. In una interpretazione del monumento più… godereccia, l’allusione era alla bottiglia di vino – Leonardo – da dividere nei quattro bicchieri – i discepoli.

E manca anche tutto l’arredo che il Beltrami aggiunse poco dopo: i lampioni, la fontanella e anche quella piccola balaustra con i nodi vinciani che oggi circonda la scultura e che Beltrami, storico e restauratore del Castello e della Sala delle Asse di Leonardo ben conosceva.

Guardando bene, si vede anche che non c’è il Palazzo delle Gallerie d’Italia che sarà realizzato da Beltrami entro il 1912, a prezzo di importanti demolizioni. Tra queste anche quella sofferta della chiesa seicentesca di San Giovanni alle Case Rotte (del Richini!) di cui a noi resta solo memoria nel toponimo della vicina viuzza e la facciata, ormai decontestualizzata, ricostruita in via Ariosto, a lato del cinema omonimo.

E poi un’altra… differenza: nella Galleria dipinta da Inganni (un nome, un programma!), compaiono due grandi statue che l’architetto della Galleria (Giuseppe Mengoni) aveva inserito per celebrare gli illustri di Milano e che con il tempo spariranno.

Adesso che il gioco delle differenze lo avete completato, divertitevi a guardare i personaggi: la popolana al centro, con il cestino al braccio, i bambini impettiti, vestiti come adulti, le tube eleganti e la carrozza e poi l’immancabile cagnolino.

Ma soprattutto divertitevi a cercare il dipinto nel Museo: anche questa è una bellissima sorpresa.

Buona visione!

DOVE: Gallerie d’Italia, piazza della Scala, Milano, sezione Ottocento, primo piano di Palazzo Anguissola

QUANDO: a parte il 24, 25, 31 dicembre e il 1° gennaio, il museo è aperto da martedì a domenica dalle 9,30 alle 19,30 (giovedì fino alle 22,30)

COME: a pagamento (10€ durante l’apertura della mostra su Hayez). Audioguide gratuite, ingresso gratuito la prima domenica del mese

LINKwww.gallerieditalia.com

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