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Baci artistici & baci di cioccolato: romantico Hayez

19 gennaio 2016 •

Cos’ha di tanto familiare uno dei “baci” più celebri della storia dell’arte, ovvero quello dipinto da Hayez?

Se lo domandano più o meno tutti, davanti ai manifesti di una delle mostre milanesi di questo inverno 2015/2016: quella dedicata a Francesco Hayez. E altrettanto fanno i visitatori che poi vanno a vederla quella mostra e che restano letteralmente calamitati davanti alle tre edizioni di quel “Bacio”, dipinte a metà Ottocento. Quadri sublimi che oggi rientrano in una lunga e bellissima carrellata di opere esposte fino al 21 febbraio 2016 alle Gallerie d’Italia di piazza Scala.

Perchè il Bacio non solo è una delle opere più riprodotte (e più celebri) della storia dell’arte, ma, nella sua portata rivoluzionaria, in un periodo storico ancora intriso di veli e tabù, è stato anche la fonte di ispirazione per innumerevoli altri baci scambiati sulle pellicole dei film del Novecento. In primis, Senso, girato da Luchino Visconti nel 1954, con il celebre bacio tra Alida Valli e Farley Granger.

Fu invece Federico Seneca a fare di quell’immagine dei due appassionati amanti un’icona meno… artistica ma certamente più trasversale: quella dei Baci Perugina intenti a baciarsi nel blu della notte, sotto una pioggia di stelle.

A dire il vero, la storia del cioccolatino con Hayez non ha nulla a che vedere, non almeno nelle sue origini. A inventarlo, nel 1922, fu Luisa Spagnoli, ben lungi dall’essere allora un marchio della moda riconosciuto. L’invenzione era notevole: per  contenere i costi di produzione la Spagnoli pensò di utilizzare la granella di nocciola residua di alcune lavorazioni, aggiungendo una nocciola.

Il nome? Bizzarro! Per la forma irregolare, lo chiamò Cazzotto! Inadatto però per un cioccolatino da porgere come un dono. E dunque Giovanni Buitoni, fondatore di Perugina (e legato sentimentalmente a Luisa), lo ribattezzò Bacio. Da lì, il passo verso… fu breve, caricato delle aspettative di quei messaggi d’amore chiusi nell’incarto stellato.

Chi non ricorda gli slogan che nel tempo hanno contribuito a fare la fortuna di questo romantico cioccolatino: “Grazie per tutti i Baci che mi hai dato“, per omaggiare non solo un’amante, ma una mamma. “Tubiamo?”, accompagnato dalla confezione nel celebre tubo. “A casa aspettano un Bacio“, per celebrare la confezione a palla di Natale. “Dillo con un Bacio” e “I miei Baci per te” per personalizzare i bigliettini con una propria frase, complice il web.

Ma alla fine una domanda resta: è Hayez che ha fatto la fortuna del cioccolatino o il Bacio incartato che ha contribuito a diffondere la fama del pittore?

Nel dubbio andate a vedere la mostra e godetevi, oltre al Bacio, anche tutte le altre sue meravigliose opere.

DOVE: Gallerie d’Italia, piazza Scala 6, Milano

QUANDO: fino al 21 febbraio 2016

COME: ingresso a pagamento (10€; gratis la prima domenica del mese); chiuso lunedì; martedì-domenica dalle 9,30 alle 19,30; giovedì fino alle 22,30

LINKwww.gallerieditalia.com/

 

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