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Albergo Diurno di Porta Venezia

27 aprile 2017 •

Perché ci piace

Perché una curiosa testimonianza di architettura e di arredamento. Perché ci si immerge in consuetudini e stili di vita che hanno fatto parte della storia di Milano. Perché si trova al centro del quartiere più Liberty di Milano, e da qui può iniziare una passeggiata spettacolare nelle vie intorno.

Come arrivarci

MM Linea 1, Fermata P.ta Venezia, oppure tram 9 e 23.

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Di Anna Bertagnolli

L’Albergo Diurno di Porta Venezia stupisce il visitatore fin dall’ingresso, che si trova a metà della rampa di scale che da Piazza Oberdan scende alla metropolitana. Questo luogo è infatti ipogeo, costruito nel sottosuolo. Chissà quante volte i milanesi e i turisti sono saliti e discesi per quella rampa di scale della metropolitana in pieno centro città, senza nemmeno accorgersi del cancello di ingresso collocato su un lato della scala, quasi invisibile alla vista, un po’ come il binario 9 e 3/4 di Harry Potter!

Quando si varca la soglia dell’Albergo Diurno, specialmente se si arriva da una piazza Oberdan inondata di sole, gli occhi impiegano qualche secondo per abituarsi alla modesta luce dell’interno e poi… ecco la seconda sensazione di stupore. Ci si trova in un vasto ambiente con la copertura a volta ribassata, arredato e decorato secondo lo stile Art Decò, in voga al momento della costruzione, e si ha quasi la sensazione di essere degli intrusi in quell’ambiente sospeso in un tempo lontano. Si comprende chiaramente lo stato di abbandono durato decenni, e allora si apprezza maggiormente la possibilità di visitare questo particolarissimo luogo, grazie al prezioso impegno del FAI.

La realizzazione di questo Albergo Diurno risale al 1925 (di poco posteriore rispetto al Diurno Cobianchi di Piazza Duomo), e l’inaugurazione avviene nel gennaio dell’anno successivo. Il progetto dell’interno è di Piero Portaluppi, che nella medesima zona della città realizza varie altre opere, fra cui il Planetario.

L’Albergo Diurno era un vero e proprio centro servizi dotato di tutte le funzioni utili ai viaggiatori: sportello postale, sportello bancario, biglietteria per treni e omnibus, deposito bagagli, postazioni con dattilografe pronte a scrivere lettere, lavanderia, fotografo, bagni pubblici, barbiere, manicure, pedicure e persino una zona termale. Il tutto era allietato dalla musica trasmessa mediante il modernissimo impianto di radiodiffusione.
In realtà, oltre ai viaggiatori, anche moltissimi milanesi frequentavano questa istituzione, inizialmente perché non tutte le abitazioni della zona avevano il bagno all’interno; poi, in tempo di guerra, perché era considerato un luogo prezioso in cui poter anche riscaldarsi durante i rigidi inverni. E ancora, nel dopoguerra, perché era un luogo elegante e alla moda, con le sedie Thonet e i divanetti rivestiti in velluto (oggi non più presenti) e con le vetrinette in noce contenenti i prodotti esposti in bella mostra.

Il vasto spazio centrale della struttura permetteva di accedere alle salette dedicate ai diversi servizi. Particolarmente suggestiva è la zona dedicata ai barbieri, che è ancora dotata dell’arredo originale, con le tipiche poltrone e gli specchi molati. Molto interessante anche il settore dedicato alla manicure, nail-art ante litteram, dotato di curiosissimi tavolini-lavabi in ceramica bianca.
Oltre il salone, si apre la zona delle terme, in cui si è accolti da una scultura di Igea, divinità greca della salute e dell’igiene. In questo settore, con zone separate per uomini e per donne, si poteva scegliere se concedersi il lusso di un bagno caldo in una ampia vasca di una delle varie salette riscaldate, oppure se optare per una delle altre stanze e scegliere una doccia corroborante.
Alle pareti sono sempre presenti i raffinati decori geometrici in stile Art Decò, realizzati con pregiati rivestimenti di piastrelle, appositamente importate dal Belgio dalla ditta Monti di Milano. Si trattava infatti di piastrelle da posare senza fuga, e dunque di facile pulizia e igiene.

La zona termale è rimasta attiva fino agli anni Ottanta, mentre la zona commerciale ha mantenuto la funzionalità per vari anni ancora. L’ultimo negozio interno ha chiuso nel 2006, e con esso ha chiuso definitivamente l’intera struttura dell’Albergo Diurno. Dopo anni di completo abbandono, questo luogo ha riaperto al pubblico nel 2016 per iniziativa del FAI, ed è visitabile in occasione di eventi e di mostre temporanee al suo interno.

 

 

Albergo Diurno di Porta Venezia
Piazza Guglielmo Oberdan, Milano
Per informazioni: faidiurno@fondoambiente.it

 

 

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