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Affori

1 gennaio 2016 •

100km_PEDIA

Il borgo, la sua villa e… la Vergine delle Rocce!

Villa Litta Modignani di Affori

Villa Litta Modignani di Affori

Nel 1923 Affori entrò a far parte della città di Milano. Si chiudeva così il sipario su quel borgo ameno che Affori era stata fino ad allora. Vicina, eppure distinta dalla città, era infatti famosa per il clima salubre dato dai suoi boschi. L’abitato aveva cominciato a formarsi attorno alla Villa eretta dai Corbella nel 1687, e divenuta in seguito residenza suburbana dei Litta Modignani. Oggi la villa è sede della Biblioteca rionale ed è pertanto aperta al pubblico.
La Villa divenne celebre nell’Ottocento per il salotto di intellettuali (tra cui Manzoni e Hayez) di Cristina Belgioioso. Di quello splendore sopravvivono il salone con i trompe l’oeil che raffigurano le Arti e le Scienze e i soffitti a cassettoni nel salone; gli affreschi con le Storie di Diana del Nuvolone nell’anticamera e la piccola cappella.
Del vasto parco della villa, resta invece solo una piccola parte e poi le sfingi e gli obelischi che reggevano la cancellata d’ingresso. Dopo la costruzione della ferrovia, questa cancellata senza più cancello rimase isolata tra via Litta Modignani e via Comasina. Le sculture furono ribattezzate Sirenei quando, all’inizio del Novecento, la villa fu riadattata a ricovero per gli sfollati. Allora queste sfingi definivano il “giardin di matt”, nomignolo riferito al fatto che allora il parco era curato dai degenti del vicino Ospedale Paolo Pini.
Infine una sorpresa: una piccola “Vergine delle Rocce” visibile nella Parrocchiale di Santa Giustina e a lungo ritenuta opera di Leonardo. Più probabilmente eseguito da un suo allievo (si ipotizza il De Predis), il dipinto potrebbe essere una prima versione dell’opera commissionata nel 1483 per la chiesa di San Francesco Grande a Milano. Fu scartata perché, mancando gli attributi di santità, le figure sante apparivano come ritratte in una più profana scampagnata. Per questo fu forse eseguita una seconda versione (quella oggi al Louvre), lasciando la piccola tavola di Santa Giustina al discepolo di Leonardo Francesco Melzi, i cui discendenti abitarono nella Villa di Affori

 

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Il MAPP, Museo d’Arte Paolo Pini di Milano

 

 

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